Abbadia San Salvatore, il caso CAS scuote la giunta: Volpini chiama la Prefettura, revocate le deleghe ad un assessore

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Il caso dei migranti ad Abbadia San Salvatore non si chiude tra le mura di un albergo. E dopo aver provocato uno scossone nella giunta comunale, con la revoca di un assessore, approda nuovamente sul tavolo della Prefettura. Il sindaco Niccolò Volpini annuncia che domani, lunedì 2 novembre, chiederà un nuovo incontro per affrontare il possibile trasferimento di 150 richiedenti asilo all’Hotel Adriana.

L’annuncio arriva attraverso un lungo intervento sui social, nel quale il primo cittadino ribadisce la contrarietà dell’amministrazione al progetto. “Il problema non è mettere in discussione il principio dell’accoglienza, ma fare chiarezza su come questa venga organizzata, gestita e resa sostenibile per le persone accolte e per la comunità che le ospita”.

Al centro della controversia c’è l’ipotesi di concentrare in un’unica struttura i migranti attualmente ospitati nei CAS del territorio. L’Hotel Adriana si trova in una zona densamente abitata, vicino a una scuola, agli impianti sportivi e a un parco frequentato dalle famiglie. Una collocazione che, secondo Volpini, impone verifiche su capienza, sicurezza, servizi e condizioni di accoglienza.

La vicenda ha già avuto conseguenze politiche. Sabato 31 ottobre il sindaco ha revocato l’incarico all’assessore Leonardo Rappoli. Una decisione maturata, come chiarisce lo stesso Volpini, tra difficoltà di coordinamento, divergenze amministrative e perdita della fiducia, fino alla conflittualità legata ai CAS.

Il primo cittadino distingue inoltre la legittimità di una trattativa privata per l’immobile dall’opportunità della sua destinazione a centro di accoglienza, che ritiene debba essere valutata anche nell’interesse della comunità.

Sul tavolo resta il futuro degli alberghi attualmente utilizzati per ospitare i richiedenti asilo, che potrebbero rimanere senza una destinazione definita.

“Abbadia San Salvatore non può essere chiamata a sostenere indefinitamente un modello di accoglienza straordinaria senza programmazione”, sostiene Volpini, chiedendo una distribuzione più equilibrata delle presenze, progetti di integrazione concreti e maggiore coinvolgimento dei Comuni.

Sulla vicenda è intervenuto anche Futuro Nazionale. Michela Guerrini, referente provinciale del movimento, insieme ad Andrea Pinzuti e Lorenzo Bensi, ha chiesto al prefetto di rivedere il progetto, verificando l’idoneità della struttura e valutando una distribuzione più equilibrata dei richiedenti asilo, con una progressiva riduzione delle presenze ad Abbadia.