“A Siena continuano gli abbattimenti di alberi senza che vengano rispettati gli accordi sottoscritti con Italia Nostra nell’ambito del Protocollo per il Verde, firmato ormai quasi un anno fa”. È quanto afferma Laura Comi, presidente di Italia Nostra Siena, in una nota firmata anche da 46 cittadini.
“Il Protocollo – ricorda Comi – prevedeva in modo chiaro il coinvolgimento e il parere dell’associazione per ogni decisione relativa agli abbattimenti e alla gestione del verde urbano. Da quegli accordi era scaturito anche il Regolamento del Verde, uno strumento fondamentale per disciplinare in modo condiviso la tutela, la manutenzione e le eventuali sostituzioni del patrimonio arboreo cittadino”.
Secondo Italia Nostra, negli ultimi mesi si sono susseguiti numerosi interventi senza il confronto previsto. “Parliamo – spiega Comi – della cinquantina di pini maturi e di grandi dimensioni abbattuti nella zona del parco Ochino all’Acquacalda e in Piazza d’Armi, area sottoposta a doppio vincolo storico-culturale e paesaggistico, dell’eliminazione di zone boschive ricche di alberi secolari nelle aree vicine all’ospedale e a Scacciapensieri, dell’abbattimento di tre pini in viale Bracci e del recente abbattimento del tiglio di San Domenico”.
“Tutti questi interventi – prosegue – sono stati eseguiti senza un confronto con Italia Nostra, come invece previsto dal Protocollo d’Intesa”.
Nel caso specifico del tiglio di San Domenico, la presidente dell’associazione precisa che “sulla base dei dati fitosanitari emersi, che attestavano una compromissione strutturale della pianta, anche l’agronomo di Italia Nostra avrebbe potuto concordare sulla necessità dell’abbattimento”. Tuttavia, sottolinea, “la mancanza di un confronto preventivo e trasparente resta una violazione degli impegni assunti e priva la decisione di quella condivisione tecnica che il Protocollo prevedeva”.
La questione assume un peso ancora maggiore alla luce del recente riconoscimento europeo. “Il Comune di Siena – osserva Comi – ha ricevuto il Green Leaf Award 2027 insieme alla città di Assen, un premio destinato alle città che si distinguono per politiche ecologiche avanzate e per una gestione sostenibile delle risorse”.
“Questo riconoscimento – aggiunge – dovrebbe attestare un impegno concreto verso un ambiente urbano sano e a misura d’uomo, in cui il verde viene non solo preservato ma valorizzato come patrimonio fondamentale per la comunità e per la qualità della vita”.
Secondo Italia Nostra, però, gli abbattimenti recenti rappresentano “una perdita ambientale e climatica rilevante, soprattutto nel caso dei pini, conifere sempreverdi che svolgono una funzione essenziale di mitigazione climatica e di assorbimento della CO₂ durante tutto l’arco dell’anno”. Inoltre, ricorda Comi, “la loro chioma ampia e persistente garantisce ombreggiamento e contribuisce alla riduzione delle isole di calore”.
“Alla luce dei ripetuti abbattimenti, della mancata applicazione del Protocollo d’Intesa con Italia Nostra e della scarsa trasparenza nelle decisioni – compreso il rifiuto di un confronto tecnico indipendente – il comportamento dell’amministrazione appare in evidente contraddizione con i principi che stanno alla base di tale riconoscimento”.
Per questo motivo, conclude la presidente dell’associazione, “verrà inviata al comitato scientifico che ha deliberato il riconoscimento per il Comune di Siena una documentazione dettagliata con rilievi tecnici, prove fotografiche relative alla gestione del verde negli ultimi mesi ed eventuali segnalazioni di ulteriori abbattimenti effettuati senza il coinvolgimento di Italia Nostra”.
“Se il Green Leaf Award rappresenta davvero un impegno verso sostenibilità, partecipazione e tutela del patrimonio ambientale – conclude Comi – è legittimo chiedersi come tali valori possano conciliarsi con scelte che sembrano andare in direzione opposta. La tutela del verde urbano non può essere ridotta a una decisione tecnica assunta senza confronto: è una responsabilità pubblica che richiede trasparenza, coerenza e rispetto degli impegni presi. Gli alberi non sono semplici elementi di arredo urbano, ma parte viva della storia, del paesaggio e dell’identità di Siena”.