Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Accorpamento scolastico, la Flc Cgil contro il commissariamento regionale: “Una centralizzazione del potere”

Condividi su

“Una centralizzazione di potere che non possiamo accettare”: questa la denuncia della segretaria provinciale Flc Cgil, Chiara Magini, a seguito del ricorso fatto dall’organizzazione sindacale ad adiuvantum con la Regione Toscana contro il commissariamento da parte del Governo per l’accorpamento delle scuole. Un tema, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, che interessa anche il nostro territorio, in cui rischiano il dimensionamento gli istituti San Bernardino di Siena e il Folgore di San Gimignano. Una situazione, che preoccupa il Presidente della Regione e l’organizzazione sindacale, i quali sostengono che il dimensionamento scolastico sia solo mirato a portare una riduzione del numero dei dirigenti e degli istituti e solo un problema per la crescita degli studenti.

“Siamo molto perplessi – commenta Magini -, perché non può essere solo una diminuzione demografica a portare ad un accorpamento. Commissariare la nostra regione, ci sembra veramente una centralizzazione del potere, che scavalca le rappresentanze democratiche. Le dichiarazioni del nuovo dirigente dell’ufficio scolastico regionale Tagliaferri, infatti, evidenziano proprio il volere di esercitare un potere sostitutivo rispetto alla Regione. Così, mancherà anche la relazione con i soggetti coinvolti, come le province ed i comuni. Tutto ciò, inoltre, avviene proprio in un periodo in cui sono stati sostituiti i dirigenti degli uffici scolastici provinciali di Siena e Arezzo. Dunque, adesso dipendiamo da Tagliaferri e serve avere delle spiegazioni”.

Per capire cosa succederà in questa fase del ricorso, è ancora presto, ma intanto a porsi delle domande sono anche i dirigenti delle scuole interessate della Provincia di Siena.

“Siamo in una fase di studio per capire come dobbiamo muoverci – spiega Magini -, con l’auspicio di ripristinare la situazione. Anche i dirigenti di Siena e San Gimignano però, hanno iniziato a porsi delle domande e a preoccuparsi, perché anche loro non stanno capendo che cosa stia succedendo”.

Staremo in attesa, dunque, per capire quale sarà l’epilogo di questa storia, ma la posizione della Regione e di Flc Cgil è netta.

In giornata, anche Upi Toscana ha espresso una  forte contrarietà alla decisione del Governo di commissariare alcune Regioni.

“Una scelta – spiegano dall’Unione Province Toscane – che riteniamo ingiusta nel merito e nel metodo, perché interviene su un settore strategico come la scuola pubblica senza tenere conto della reale consistenza della popolazione studentesca e del lavoro di confronto svolto sui territori”.

I presidenti delle Province toscane, che proprio nella giornata di ieri hanno incontrato il presidente della Regione Eugenio Giani, hanno condiviso pienamente la posizione della Toscana e la necessità di attendere l’esito del ricorso straordinario presentato al Presidente della Repubblica prima di assumere decisioni così rilevanti.

“Il dimensionamento scolastico – prosegue l’Upi- non può essere affrontato come un mero esercizio contabile: dietro ogni istituzione scolastica ci sono comunità, servizi essenziali, presìdi educativi e occupazione. Forzare i tempi, ignorando i dati reali e il confronto istituzionale, rischia di produrre effetti negativi soprattutto nelle aree più fragili e periferiche. Chiediamo che il Governo riconsideri il proprio operato, aprendo una fase di dialogo autentico con Regioni ed enti locali, nel rispetto delle autonomie e delle reali esigenze dei territori”.