È morto Julio Le Parc, maestro argentino dell’arte cinetica e ottica. A Siena il suo nome resta legato alla riapertura di Palazzo delle Papesse, che nel settembre 2024 aveva scelto proprio la sua mostra, “La scoperta della percezione”, come primo grande evento espositivo dopo il ritorno al pubblico dello storico palazzo di via di Città. Un percorso con oltre 70 opere, dedicato a luce, colore, movimento e rapporto con lo spettatore, che aveva segnato una nuova stagione per l’arte contemporanea in città.**
Nato a Mendoza nel 1928, Le Parc è stato uno dei protagonisti internazionali della ricerca visiva del Novecento. Trasferitosi a Parigi alla fine degli anni Cinquanta, ha sviluppato un linguaggio fondato sulla partecipazione dello spettatore, sull’instabilità della percezione e sull’uso della luce come materia artistica.
La sua opera ha attraversato oltre sessant’anni di sperimentazioni, tra pittura, installazioni, ambienti immersivi e dispositivi cinetici. Al centro del suo lavoro non c’era soltanto l’immagine, ma l’esperienza di chi guarda: il movimento, il riflesso, il colore e la variazione diventavano strumenti per mettere in discussione il rapporto tradizionale tra opera e pubblico.
Nel 1966 Le Parc vinse il Gran Premio internazionale per la pittura alla Biennale di Venezia, consacrandosi come una delle figure centrali dell’arte ottica e cinetica. La sua ricerca lo ha portato a esporre nei principali musei e spazi culturali del mondo, contribuendo a ridefinire il ruolo dello spettatore nell’arte contemporanea.
A Siena, la mostra di Palazzo delle Papesse aveva rappresentato un passaggio simbolico. Dopo anni di chiusura, il palazzo tornava infatti alla città scegliendo un artista capace di mettere in dialogo spazio, luce e percezione. Un confronto particolarmente significativo in un edificio storico affacciato su via di Città, nel cuore del centro senese.
L’esposizione aveva raccolto opere realizzate dal 1958 al presente, offrendo al pubblico un percorso tra ambienti, superfici riflettenti, giochi cromatici e installazioni capaci di coinvolgere direttamente il visitatore. Non una semplice retrospettiva, ma un invito a entrare nell’opera e a misurarsi con la trasformazione continua dello sguardo.
Con la scomparsa di Julio Le Parc si chiude una delle grandi stagioni della sperimentazione artistica del Novecento. Per Siena resta il ricordo di una mostra che ha accompagnato la rinascita delle Papesse e ha riportato nel cuore della città il linguaggio dell’arte contemporanea internazionale.