La Regione Toscana lavora a una proposta di legge per modificare e dettagliare la disciplina sulla destinazione d’uso delle strutture extra-alberghiere. L’obiettivo è intervenire sulla fase transitoria prevista dal Testo Unico sul turismo, in vista dell’obbligo – in vigore da luglio 2026 – per le strutture esistenti di adeguare la destinazione urbanistica da residenziale a turistico-ricettiva.
Lo hanno annunciato gli assessori regionali Leonardo Marras (economia, turismo e agricoltura) e Filippo Boni (infrastrutture e trasporti), rispondendo a un’interrogazione del gruppo Fratelli d’Italia sull’articolo 41, comma 3, della legge regionale 61 del 2024.
La modifica allo studio prevede una proroga dei termini per consentire a Comuni e operatori di adeguarsi con maggiore gradualità. Sarà inoltre chiarito che, per le attività già in esercizio alla data di entrata in vigore della norma, il mutamento di destinazione d’uso potrà avvenire senza necessità di varianti urbanistiche comunali. Non saranno richiesti oneri di urbanizzazione, trattandosi di un adeguamento imposto dalla legge regionale. Infine, in caso di cessazione dell’attività ricettiva, sarà possibile ripristinare la destinazione residenziale, compatibilmente con il piano operativo comunale vigente.
Gli assessori hanno ribadito che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 186 del 2025, ha confermato la legittimità della scelta del legislatore regionale. La norma, spiegano, è stata introdotta per garantire una regolamentazione più coerente del settore, allineando la destinazione urbanistica all’effettivo utilizzo degli immobili.
L’articolo 41 del Testo Unico prevede che l’attività imprenditoriale di affittacamere, bed and breakfast, case vacanze e residenze d’epoca possa essere esercitata esclusivamente in immobili con destinazione turistico-ricettiva. Secondo la Corte, tale previsione è coerente con la natura imprenditoriale di queste strutture.
Le criticità sollevate riguardano soprattutto la fase di transizione. Tuttavia, la Regione precisa che l’obbligo non altera gli equilibri urbanistici, poiché interessa immobili già registrati come strutture turistico-ricettive e già operanti nel settore. L’adeguamento avrebbe quindi la funzione di rendere coerente la situazione giuridica con quella di fatto.
«L’obiettivo – concludono Marras e Boni – è garantire certezza normativa, uniformità applicativa ed equilibrio tra pianificazione territoriale, tutela degli operatori economici e diritti dei proprietari, accompagnando il sistema turistico toscano verso un assetto più chiaro e coerente».