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La voglia di migliorarci era troppo grande.
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Allarme medici di famiglia, in Toscana ne mancano 345. Pozzi: “Nell’Asl numeri in continua diminuzione”
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Al primo gennaio del 2024 in Toscana all’appello mancano 345 medici di base, con la platea che si è ridotta dell’11,5% in quattro anni, dal 2019 al 2023. La media degli assistiti per dottori è invece di 1380.
L’istantanea sul settore la scatta la Fondazione Gimbe. Ma a dare più dettagli sulla situazione nella nostra Asl ci pensa Maurizio Pozzi, presidente dalla Cooperativa Medici 2000 e segretario locale della Federazione italiana medici di famiglia.
Alla crisi dei numeri la politica intende rispondere con una riforma radicale, con il passaggio dalla libera professione alla dipendenza dei medici di base. Scettico Pozzi: “Abbiamo il vantaggio di aver inquadrato una figura professionale dedicata alla presa in carico del paziente, che lo segue nei suoi bisogni di salute, nel contesto familiare e nel suo percorso, adattandosi ai cambiamenti che possono avvenire nel tempo – spiega-. Questa figura non solo fornisce assistenza medica, ma rappresenta anche un punto di riferimento stabile e affidabile. Diverso è il discorso di un professionista che lavora solo a ore o a prestazione, un modello che non risponde in modo adeguato alle esigenze di questi pazienti. È su questo aspetto che dovremmo concentrarci. Il modello adottato, in particolare in provincia di Siena, ha permesso di ampliare la presa in carico grazie alla collaborazione di altre figure professionali, migliorando così la qualità del servizio – spiega ancora -. Cartabellotta ha colto perfettamente questo concetto quando ha sottolineato l’importanza di partire dall’analisi dei dati e dei bisogni reali per definire il modello più adatto, evitando approcci rigidi e poco mirati”.