All’Università la lezione di Pievani: “La scienza trova anche ciò che non stava cercando”. Festa per 53 dottori di ricerca
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Le grandi scoperte non sempre arrivano dove erano attese. A volte è proprio un errore, un’anomalia o una deviazione dal percorso a indicare una strada nuova. È il messaggio portato da Telmo Pievani all’Università di Siena per il PhD Graduation Day, la giornata che celebra chi ha conseguito il dottorato di ricerca nell’ultimo anno accademico.
Sono 53 le neo-dottoresse e i neo-dottori di ricerca iscritti alla cerimonia. Ospite della giornata Pievani, evoluzionista, filosofo della scienza e divulgatore, che nell’Aula Magna del Rettorato ha tenuto una lezione dedicata all’inaspettato nella ricerca.
“L’inaspettato nella scienza è un tema molto bello perché fa capire quanto è importante la curiosità nell’indagine scientifica”, spiega Pievani. Un principio che riguarda anche il rapporto tra ricerca di base e applicata: “La ricerca applicata è importante in medicina e in tanti campi, ma alla base di tutto ci sono delle idee, delle buone domande”.
Da qui il tema della serendipità, ovvero la possibilità di arrivare a una scoperta importante mentre si sta cercando altro. Tra gli esempi citati da Pievani c’è quello del Viagra, inizialmente studiato per un possibile utilizzo in cardiologia. “Si è rivelato utile per tutt’altre ragioni”, ricorda il professore.
Anche ciò che apparentemente non funziona può diventare una risorsa. “L’errore nella scienza è generativo”, sottolinea Pievani. Un risultato inatteso può infatti aprire una direzione diversa, purché chi fa ricerca abbia il rigore e l’apertura mentale necessari per riconoscerla.
Il messaggio riguarda direttamente anche i giovani ricercatori. Secondo Pievani servono “coraggio e lungimiranza” per continuare a investire nella conoscenza senza pretendere risultati immediati. “Siamo in un’epoca in cui vogliamo tutto subito”, osserva, mentre la ricerca di base richiede tempo e la disponibilità a investire nella “conoscenza e nella curiosità dei nostri ragazzi”.
La giornata si inserisce anche nel programma della Bright-Night 2026 dell’Università di Siena. Giovedì 24 settembre, alle 9.30, al Santa Maria della Scala si è aperto il primo appuntamento rivolto alle scuole, alla presenza del rettore Roberto Di Pietra e della delegata alla Terza Missione e Public Engagement Chiara Mocenni.