L’antibiotico-resistenza è una delle principali minacce per la sanità dei prossimi anni e rischia di compromettere la medicina moderna. Lo ha sottolineato Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, intervenendo nel podcast Salute e Sanità della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.
“L’antibiotico resistenza è una epidemia silenziosa. Non fa rumore come una pandemia ma ogni anno provoca centinaia di migliaia di morti nel mondo. È un fenomeno che rischia di riportarci indietro di decenni”, ha spiegato Rappuoli, evidenziando come il problema non riguardi solo le infezioni ma l’intero sistema sanitario.
Secondo il direttore scientifico, senza antibiotici efficaci diventerebbero più rischiosi interventi chirurgici, terapie intensive e trattamenti oncologici: “Se perdiamo gli antibiotici perdiamo uno dei pilastri della medicina contemporanea. Per questo la ricerca deve essere centrale: non possiamo limitarci a gestire l’emergenza, dobbiamo anticiparla”.
Tra le priorità indicate, anche l’uso corretto dei farmaci: “Serve unità fra clinica e ricerca, partendo dall’educazione al corretto uso degli antibiotici”.
Nel suo intervento Rappuoli ha richiamato il ruolo del Biotecnopolo di Siena come piattaforma nazionale dedicata anche allo studio dei patogeni resistenti, con l’obiettivo di integrare ricerca di base e sviluppo applicato. “Stiamo lavorando per unire l’eccellenza della ricerca italiana e internazionale e costruire una rete solida”.
La risposta, secondo Rappuoli, dovrà essere coordinata a livello europeo: “La sfida richiede una strategia comune e l’Italia può avere un ruolo da protagonista”.
Tra le possibili soluzioni terapeutiche, la Fondazione sta puntando anche su approcci alternativi agli antibiotici tradizionali: “Abbiamo scelto di investire sugli anticorpi monoclonali, già usati in oncologia, come arma contro i batteri resistenti”.
L’antibiotico-resistenza è indicata come priorità dall’Organizzazione mondiale della sanità e affrontata anche dal G7 Sanità 2024. Il Biotecnopolo di Siena si propone di contribuire alla risposta scientifica europea a quella che viene definita una emergenza globale crescente.