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Aria promossa ma occhio ai fiumi e ai nuovi limiti europei: dall’Arpat la fotografia ambientale di Siena

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Aria nei limiti, impianti controllati e territorio complessivamente sano. Ma con una criticità crescente legata agli ecosistemi idrici. È il quadro che emerge per la provincia di Siena dall’Annuario 2025 di ARPAT, basato sui monitoraggi ambientali effettuati nel 2024.

Nel Senese le centraline non registrano superamenti significativi per polveri sottili e biossido di azoto, confermando la situazione positiva delle aree interne della Toscana. Restano invece più delicati i corsi d’acqua, spesso in stato ecologico solo sufficiente, segnale di una fragilità ambientale legata soprattutto a siccità ed eventi meteo estremi.

“Cambiamenti climatici e modelli di sviluppo in continua evoluzione rendono indispensabile sapere per decidere”, ha spiegato il presidente della Regione Eugenio Giani durante la presentazione.

ARPAT, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, raccoglie ogni anno i dati su aria, acqua, suolo e agenti fisici attraverso reti di monitoraggio diffuse sul territorio e li utilizza come base tecnica per le politiche ambientali degli enti pubblici.

Su scala regionale la qualità dell’aria resta complessivamente positiva, anche se persistono superamenti dell’ozono in alcune aree e livelli di PM10 nella piana di Lucca. Ma la sfida principale è quella dei nuovi limiti europei: con le future soglie, gran parte delle stazioni toscane risulterebbe oltre i valori per PM10, PM2,5 e biossido di azoto.

“È uno strumento fondamentale per capire se le politiche stanno funzionando o se servono correzioni”, ha aggiunto l’assessore regionale all’ambiente David Barontini.

Più complessa la situazione dell’acqua: nel triennio 2022-2024 solo il 30% dei corpi idrici toscani raggiunge uno stato ecologico buono o elevato, dato in calo rispetto al periodo precedente. Cresce inoltre l’attenzione sul tema PFAS nelle acque potabili e negli scarichi.