Arriva il reddito di cittadinanza “alla toscana”: domande dal 2 aprile, ecco chi può averlo
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Cinquecento euro al mese per un massimo di nove mesi: parte in Toscana il reddito regionale di reinserimento lavorativo. Dal 2 aprile sarà possibile presentare domanda per accedere alla misura pensata per sostenere chi ha perso il lavoro e ha esaurito NASpI o DIS-COLL, oppure non percepisce altri benefici.
Le richieste dovranno essere presentate online sul portale Toscana Lavoro, tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS).
Il contributo è strettamente legato alla partecipazione a percorsi di politica attiva. I beneficiari saranno presi in carico dai Centri per l’impiego e dovranno sottoscrivere un Patto di servizio personalizzato, con obblighi legati a formazione, orientamento e ricerca attiva di lavoro.
“Il reddito era un impegno che avevamo preso e che ora rispettiamo – dichiara il presidente della Regione Eugenio Giani – confermando la Toscana come punto di riferimento nel welfare italiano. Non assistenzialismo, ma politica attiva per il reinserimento lavorativo”. Il presidente sottolinea anche che la misura sarà monitorata nel tempo per eventuali miglioramenti.
Secondo Giani si tratta di uno strumento diverso rispetto alle esperienze nazionali: “È basato sulla formazione ed è destinato a chi ha esaurito gli ammortizzatori sociali, accompagnando queste persone in un percorso gratuito fino a nove mesi, finalizzato al rientro nel mondo del lavoro. È la prima volta che questo avviene in Italia”.
La misura, finanziata con circa 23 milioni di euro, potrà coinvolgere – secondo le stime Irpet – oltre 11.000 persone.
“È uno strumento di protezione ma anche di aggiornamento delle competenze”, spiega l’assessore regionale al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi. “L’obiettivo è rafforzare l’occupabilità, con un sussidio di secondo livello in linea con esperienze già diffuse in Europa”.
Per accedere al contributo è necessario essere residenti in Toscana da almeno tre mesi, essere disoccupati o privi di un lavoro attivo, avere un Isee inferiore a 15.000 euro e non aver presentato dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi (salvo giusta causa). Tra i requisiti anche l’esaurimento recente degli ammortizzatori sociali e l’assenza di altre misure di sostegno attive.
Il beneficio è condizionato al rispetto degli impegni previsti: partecipazione alle attività formative, disponibilità al lavoro e accettazione di offerte congrue.
La gestione operativa è affidata ad Arti, l’Agenzia regionale per l’impiego, che coordinerà i Centri per l’impiego e gli operatori accreditati. Il percorso è stato definito con il coinvolgimento delle parti sociali regionali.
Una misura che punta a coniugare sostegno economico e reinserimento, in un contesto in cui il tema del lavoro resta centrale anche sul territorio toscano.