La Cisl di Siena, insieme alle categorie Medici, Funzione pubblica e Pensionati, “esprime pieno allineamento con la nota intersindacale dell’area sanità della Regione Toscana” in merito all’assunzione di personale universitario al policlinico Le Scotte “già inviata alle autorità competenti regionali, rimasta ad oggi senza risposta”.
Il sindacato lo riferisce in una nota dove esprime “con forza” la “perplessità e contrarietà all’utilizzo di fondi del Servizio sanitario regionale” per l’assunzione di 28 docenti d’ateneo su 34 programmati per il triennio 2025-2027. “Si tratta di un impegno finanziario stimato in circa 30 milioni di euro di risorse pubbliche, che non può essere sostenuto dal bilancio sanitario regionale”, scrive il sindcato.
“I costi legati alla formazione, allo studio e alla ricerca universitaria – incluse le attivazioni di corsi di laurea e post-laurea – non possono gravare sul fondo sanitario regionale – continua la Cisl -. Lo ha ribadito chiaramente anche la recente sentenza della corte costituzionale numero 4/2026 del 5 novembre 2025, che conferma come l’Università sia un ente autonomo dal punto di vista finanziario, con rapporti regolati da normative specifiche che non prevedono contributi diretti dal sistema sanitario nazionale o dalle aziende ospedaliere”.
I fondi del Servizio sanitario regionale “devono essere prioritariamente destinati a garantire una dotazione organica adeguata di personale ospedaliero, sia del comparto che della dirigenza medica, e non a coprire le difficoltà dell’Università nella didattica e nella ricerca, oltre quanto già previsto per l’integrazione assistenziale del personale universitario”.
“Questa preoccupazione si inserisce in un contesto regionale gravissimo: il bilancio sanitario toscano presenta un deficit di circa 100 milioni di euro, che rende ancora più inaccettabile dirottare risorse verso finalità non strettamente assistenziali – scrive la Cisl- Pur riconoscendo, come dichiarato dal direttore generale dell’Aou Senese, Antoni Barretta, l’importanza del mantenimento delle scuole di specializzazione, tale obiettivo non può ricadere sulle finanze del Servizio sanitario regionale. È responsabilità esclusiva dell’Università degli Studi di Siena – ente autonomo, con proprio personale soggetto a diverso contratto nazionale – programmare, rimodulare e finanziare i docenti necessari. Ricordiamo che gli investimenti principali in didattica e ricerca spettano all’Unisi, mentre quelli sull’assistenza medica competono all’azienda ospedaliera. Una corretta programmazione dei ruoli universitari va ricercata nelle competenze degli organi universitari, non altrove”.
“Denunciamo inoltre l’assenza totale di comunicazione e confronto da parte del Rettore con le parti sociali della componente ospedaliera, indispensabile per comprendere la reale emergenza legata alle scuole di specializzazione – aggiungono-. Temiamo che si stia instaurando un processo ambiguo, con confusione tra programmazione didattica/ricerca e reali necessità cliniche: si rischia di finanziare con fondi Ssr ruoli universitari non funzionali al mantenimento delle scuole, invece di assegnare posti a personale ospedaliero con alta specializzazione clinica, laddove esista una effettiva esigenza assistenziale. Le scuole di specializzazione sono essenziali per l’Aou, ma gli specializzandi non possono sopperire alle carenze di organico del Ssr: il loro impiego in assistenza rappresenta un’elusione degli obblighi formativi e una sperequazione retributiva. Il personale in formazione specialistica deve essere sempre tutorato dal medico strutturato; pertanto, investire in tal senso non risolve le croniche carenze denunciate in tutti i settori e per tutte le figure professionali dell’Aou”.
“La componente medica ospedaliera ha sempre collaborato con i colleghi universitari – contrariamente a quanto talora lasciato intendere – fornendo a titolo completamente gratuito un sostegno essenziale: tutoraggio continuo degli specializzandi, docenze frontali fuori orario di servizio, supporto per tesi di specializzazione e laurea (anche nelle altre professioni sanitarie) – si spiega ancora-. Senza questo contributo volontario, la formazione completa degli specializzandi non sarebbe possibile. Il personale ospedaliero sostiene inoltre a proprio carico tutti gli oneri per l’attività scientifica svolta. Nonostante ciò, le posizioni apicali dell’AOU Senese sono quasi interamente ricoperte da colleghi universitari, numericamente inferiori alla componente ospedaliera – aspetto recentemente evidenziato anche in un documento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Queste disparità nella progressione professionale stanno determinando una migrazione sempre più massiccia di professionisti validi e formati, nel pieno della carriera dirigenziale, verso altre strutture o il privato, per mancanza di appagamento carrieristico, economico e professionale. Ciò genera uno stillicidio continuo di competenze, con riduzione della qualità del servizio offerto all’utenza e necessità di ulteriori investimenti per ricostruire quanto perso”.
“Attribuire ulteriori risorse del Ssr alla componente universitaria, in presenza di tali carenze organiche, risulta moralmente inaccettabile e offensivo per chi soffre da anni di carenza cronica di colleghi, ferie arretrate accumulate e turni massacranti. La dirigenza medica ospedaliera e il comparto non possono ridursi a mera “catena industriale” che timbra il cartellino: meritano una reale valorizzazione del proprio contributo assistenziale quotidiano, con un senso di appartenenza e riconoscimento all’Azienda”.
La CISL Siena chiede “con urgenza un confronto trasparente e risposte concrete alle autorità regionali e aziendali, per tutelare il diritto alla salute dei cittadini senesi e toscani, garantendo che le risorse pubbliche sanitarie siano usate esclusivamente per l’assistenza e non per coprire altre funzioni”.