“Atzeni è il miglior fantino del ventunesimo secolo”: l’Aquila celebra Tittia nel giorno del ricevimento delle autorità

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Il capolavoro dell’Aquila era cominciato prima ancora che Diodoro e Tittia uscissero dall’Entrone. A raccontare quel momento è Duccio Carapelli, visibilmente commosso durante il ricevimento in piazza Jacopo della Quercia, davanti alle autorità cittadine e alle dirigenze delle Consorelle. Il capitano torna alla vittoria del 3 luglio 2026 e a quelle ultime parole consegnate a Giovanni Atzeni: “Diodoro-Tittia un’accoppiata magica: nell’Entrone ho detto a Giovanni di portare a termine il capolavoro e così è stato”. Un successo che Carapelli definisce “un incantesimo sfatato”.

Il ricevimento ha riunito il popolo dell’Aquila e i tanti protagonisti, diretti e indiretti, della Carriera. Dal pittore del Palio al maniscalco, dal maestro di campo al mossiere e al veterinario, fino al comandante della Polizia Locale, a Tittia e agli altri protagonisti: per tutti sono arrivati i tradizionali doni della Contrada.

E proprio sul fantino si è soffermato il priore Gabriele Fattorini: “Atzeni è il miglior fantino del ventunesimo secolo”. Fattorini ha poi richiamato l’impegno dell’Aquila e delle Consorelle “nel tutelare il carattere autentico della città minacciata dal turismo di massa, facendo brulicare di vita strade e rioni”.

Carapelli ha invece riportato il pensiero alla lunga attesa che ha preceduto il trionfo del 3 luglio: “Sono fiero di essere il capitano di una grande contrada che ha vissuto un’attesa troppo lunga, di 34 anni, che ha alimentato il desiderio – ancora Carapelli – Diodoro è un barbero eccezionale, di carattere, con cui abbiamo vissuto giorni intensi. Dedico la vittoria alla mia contrada”.

Durante il ricevimento si è svolta anche la simbolica consegna delle monete da parte della sindaca Nicoletta Fabio. Con la cena della vittoria ancora davanti, la prima cittadina ha accompagnato gli auguri per il proseguimento dei festeggiamenti con un richiamo preciso: “nel rispetto delle regole, senza sbavature: l’entusiasmo non superi certi limiti. No ad ammennicoli, esibizionismi e protagonismi”.

Trentaquattro anni di attesa, poi il “capolavoro” chiesto nell’Entrone e completato sul tufo. Adesso, per l’Aquila, è il tempo di continuare a festeggiarlo.