Beko, i sindacati chiedono un incontro a Corradi. In Regione tavolo sulle politiche formative
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Una lettera formale per chiedere un cambio di passo sul futuro industriale di Siena. È il segnale arrivato nelle ultime ore da FIM, FIOM e UILM, che hanno scritto al Comune e al consigliere di Sviluppo Industriale Siena, Gabriele Corradi, per sollecitare un confronto diretto e l’apertura di un tavolo strutturato sulle crisi industriali del territorio, a partire dalla vertenza Beko.
Nella missiva le organizzazioni richiamano l’attenzione su quella che definiscono “la maggiore crisi occupazionale che sta vivendo Siena e la sua provincia”, sottolineando come a essere colpito sia soprattutto il settore metalmeccanico, considerato strategico per l’economia locale. Da qui la richiesta di istituire un vero e proprio tavolo di crisi di settore, capace di affrontare in modo coordinato le difficoltà e le prospettive di rilancio industriale.
I sindacati chiedono “un confronto diretto” con Sviluppo Industriale Siena per comprendere “come si intende procedere nella fase attuale” e soprattutto per definire “una strategia chiara e tempi certi” per la reindustrializzazione del sito ex Beko. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il percorso “effettivo e sostenibile”, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e produttivi del territorio.
La presa di posizione arriva al termine di una settimana densa di appuntamenti istituzionali. In Regione Toscana si è infatti svolto un incontro dedicato alle politiche attive del lavoro per i lavoratori Beko, oggi in cassa integrazione a zero ore. Un passaggio definito “organizzativo”, ma cruciale per l’avvio del percorso formativo.
Come spiegato dal segretario Fim Cisl Siena, Giuseppe Cesarano, “entro il mese di marzo sarà definito il primo pacchetto di ore di formazione, in parte in presenza e in parte online”, mentre il percorso complessivo arriverà a 600 ore, legate però all’individuazione del soggetto industriale che subentrerà nello stabilimento di viale Toselli. “A noi interessa – ha sottolineato – che le persone restino impegnate sul territorio, soprattutto nelle attività industriali”.
Sulla stessa linea Massimo Martini, segretario Uilm Uil Siena, che ha parlato di un percorso che coinvolge 154 lavoratori, con una prima fase di formazione già da inizio marzo e una parte più consistente che potrà svilupparsi solo con l’arrivo del reindustrializzatore. “Questo ci permette di accompagnare i lavoratori in un percorso di reindustrializzazione”, ha spiegato, ribadendo l’attenzione anche sui tempi della bonifica del sito ex Beko.
Più critica la posizione della Fiom Cgil Siena, con la segretaria Daniela Miniero che ha sottolineato come “l’azienda avrebbe potuto e dovuto fare di più” sul fronte delle alternative lavorative, chiedendo maggiore tutela economica e l’anticipo della cassa integrazione per evitare periodi senza reddito.