Il coordinatore regionale del PD Emiliano Fossi “dovrebbe evitare di presentare interrogazioni inutili, che seguono ad anni di assoluta inesistenza, sua e del suo partito, rispetto prima alla vertenza Whirpool, poi a quella Beko. E’ una polemica gratuita ed inopportuna, che ha lo sgradevole odore della strumentalizzazione dei lavoratori, e del vano tentativo di nascondere che alcuna proposta o soluzione siano state portate dal Pd per la crisi aziendale Beko”.
Lo scrive, in una nota, il deputato senese e vice coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti.
“Giova ricordare a Fossi che è grazie all’esecutivo Meloni, al ministro Adolfo Urso, al sottosegretario Fausta Bergamotto e al Comune di Siena che è stato scongiurato il licenziamento collettivo proposto dalla proprietà di Beko. Trecento famiglie a Siena stavano rischiando di dover affrontare il peggiore degli scenari possibili, invece una simile bomba sociale è stata parzialmente dissinescata, e meno della metà di quei dipendenti adesso sta fronteggiando il dramma dell’assenza di lavoro attraverso gli ammortizzatori sociali garantiti dal governo, in attesa di un futuro”, ha aggiunto.
“Anche i sindacati di sinistra hanno riconosciuto che, sulla vertenza Beko Siena, mai nessun governo aveva fatto quel che invece ha fatto il governo Meloni, Fossi sa perfettamente che il percorso di reindustrializzazione comporta tempi non certo brevi e modalità composite; invece quindi di compiere azioni parlamentari inutili che mortificano, in primis, i lavoratori, faccia proposte concrete affinché quel percorso abbia un esito positivo. Così dovrebbe comportarsi una forza politica seria e responsabile. Forse, Fossi, strumentalmente ignora quest’ultimo aspetto e dimentica, soprattutto, che senza l’accordo con Invitalia, la reindustrializzazione di Beko non sarebbe possibile e non esisterebbe alcuna prospettiva per i lavoratori”, ha concluso.