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Biotecnopolo protagonista nell’accordo Italia–Usa: al via una nuova fase della cooperazione scientifica

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La Fondazione Biotecnopolo di Siena entra da protagonista nell’accordo tra Italia e Stati Uniti sulle biotecnologie, contribuendo alla definizione delle linee strategiche di una collaborazione destinata a segnare i prossimi anni della ricerca internazionale.

L’intesa, firmata a Washington nell’ambito della Commissione Mista Italia–Stati Uniti per la cooperazione scientifica, ha durata triennale e punta a rafforzare una partnership sempre più strutturata tra i due Paesi. Al centro, lo sviluppo delle biotecnologie, con l’obiettivo di promuovere ricerca congiunta, scambi tra ricercatori e creazione di infrastrutture condivise, in un contesto globale in cui innovazione e sicurezza scientifica assumono un ruolo sempre più strategico.

La Fondazione senese è coinvolta direttamente nel gruppo di lavoro tecnico sulle biotecnologie ed è chiamata a favorire il dialogo tra comunità scientifiche, con l’obiettivo di arrivare a progetti concreti e indirizzi condivisi.

“Con questo accordo si apre una fase nuova. Le biotecnologie diventano un terreno centrale di collaborazione tra Italia e Stati Uniti – sottolinea il direttore generale Gianluca Polifrone –. La Fondazione è parte attiva di questo percorso. Lavoriamo in piena sinergia con le istituzioni italiane, con l’Ambasciata d’Italia a Washington e con i partner americani”.

Un ruolo che si fonda anche sull’esperienza maturata nel coordinamento di reti di ricerca a livello europeo. “Questo patrimonio ci consente di contribuire allo sviluppo di una collaborazione bilaterale più strutturata – prosegue –. La presenza di migliaia di ricercatori italiani nei centri americani è una risorsa straordinaria: un ponte naturale tra i due sistemi che dobbiamo valorizzare”.

Tra i temi chiave anche quello della biosicurezza, considerata centrale nello sviluppo delle tecnologie più avanzate.

Sul piano operativo, il lavoro entra ora nel vivo. “Da oggi si attiva una collaborazione stretta tra ricercatori italiani e statunitensi – spiega il direttore scientifico Rino Rappuoli –. Puntiamo ad arrivare prima dell’estate a linee guida strategiche condivise, da cui nasceranno progetti comuni”.

Una sfida che guarda anche all’integrazione tra biotecnologie e intelligenza artificiale, ambito destinato ad aprire nuove prospettive nella ricerca. “Servono visione, continuità e capacità di coordinamento – aggiunge Rappuoli –. È su questo che vogliamo dare un contributo concreto”.

Con l’avvio della fase operativa, i gruppi di lavoro inizieranno a sviluppare programmi congiunti e nuove progettualità. L’obiettivo è costruire una rete solida e duratura tra Italia e Stati Uniti, capace di accelerare l’innovazione e affrontare le sfide globali della ricerca scientifica.