La comunità di Colle di Val d’Elsa attende il verdetto. Mercoledì 18 marzo alle ore 11, a Roma, presso il Ministero della Cultura, sarà annunciata la città vincitrice del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Tra le dieci finaliste in corsa c’è anche Colle di Val d’Elsa, protagonista negli ultimi mesi di un percorso che ha coinvolto istituzioni, associazioni, imprese culturali e centinaia di cittadini. Saranno presenti il sindaco Piero Pii, l’assessore al welfare Daniele Tozzi e Giordano Bruno Guerri, direttore artistico della candidatura Colle2028, a rappresentare la città al momento dell’annuncio ufficiale.
“Siamo molto emozionati e convinti – afferma il sindaco Piero Pii – di aver fatto il possibile e l’impossibile per arrivare fino a qui e sperare nella vittoria. Il percorso di Colle 2028 è stato per l’amministrazione comunale e per tutta la comunità un’occasione preziosa di crescita e di investimento. In un anno e mezzo abbiamo rafforzato la visione comune di città che vogliamo, abbiamo messo in rete energie e competenze e dato alla cultura il valore di motore di sviluppo, coesione e benessere. Siamo cambiati. Colle di Val d’Elsa è già cambiata. È un patrimonio che diventerà uno strumento potentissimo per affrontare le sfide future, anche in caso di non vittoria”.
“In un solo anno e mezzo – spiega Daniele Tozzi, assessore al welfare culturale – Colle di Val d’Elsa può affermare di essere tra le prime città in Italia ad aver concretizzato il concetto di welfare culturale attraverso scelte di governo chiare. Abbiamo riconosciuto alla cultura un impatto diretto sulla salute, sulla coesione sociale, sulla dignità delle persone e sull’inclusività. Questo approccio ci ha portato a ripensare i luoghi della cultura come spazi di cura e di relazione: musei che sono tornati ad essere presìdi civici, biblioteche come luoghi di accoglienza e crescita, teatri e spazi culturali come ambienti aperti e attraversabili da tutti. La cultura non più solo come offerta di eventi, ma come contesto quotidiano in cui le persone possono riconoscersi, incontrarsi e partecipare”.