Capodanno senese, padre Faltas: “Il cuore dell’umanità è aperto alla pace? A Gaza si muore per un pezzo di pane”
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La guerra e la sua barbarie entrano nel Capodanno senese. E lo fanno con la voce di chi la vive ogni giorno, tra Gerusalemme, Betlemme e Gaza, trasformando una celebrazione in un momento di riflessione che guarda al mondo.
Collegato dalla Terra Santa, padre Ibrahim Faltas ha tenuto la lectio magistralis, portando in Comune una testimonianza diretta dei conflitti in corso e della loro evoluzione più recente. Nel suo intervento non è mancato il riferimento alla nuova escalation avviata il 28 febbraio, che ha coinvolto Iran, Israele e Stati Uniti, ampliando ulteriormente uno scenario già segnato da tensioni diffuse.
“Non possiamo dimenticare la violenza assurda che avvolge il mondo”, ha detto il francescano, richiamando l’attenzione sulle conseguenze dei conflitti sulle popolazioni civili. Il riferimento è stato esplicito alla Striscia di Gaza, dove, ha sottolineato, “da troppo tempo si vive un’emergenza continua”, tra distruzione, mancanza di cure e difficoltà nell’accesso ai beni essenziali.
Parole ancora più dure arrivano proprio sul piano umanitario: “Si muore mentre si chiede un pezzo di pane”, ha affermato, descrivendo una realtà segnata da sofferenze quotidiane e da una crisi che colpisce soprattutto i più fragili.
Nel suo intervento Faltas ha ripercorso anche esperienze personali, come l’assedio della Basilica della Natività di Betlemme, indicandolo come un momento in cui il dialogo ha rappresentato l’unica strada possibile: “Proteggendo la vita degli altri, rischiavamo la nostra”. Un passaggio che ha voluto sottolineare il valore concreto della mediazione anche nei contesti più estremi.
Al centro della lectio il tema della pace, intesa non come principio astratto ma come responsabilità quotidiana. “La pace è un cammino che inizia da sé stessi e prosegue insieme”, ha spiegato, invitando a superare indifferenza e divisioni.
Un messaggio rivolto anche alla città di Siena, richiamata come esempio di comunità e identità: “Il cuore dell’umanità è aperto alla pace? Il cuore di Siena certamente lo è”.