Cas a Costalpino, il prefetto chiude la questione: “Ipotesi inesistente, nessuna procedura avviata”

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“Polemiche inutili per un’ipotesi che non esiste”: non ha dovuto fare grandi giri di parole, il prefetto di Siena Valerio Massimo Romeo, il quale stamani ha commentato – a margine della firma del protocollo sul codice Etico Agricoltura –  il dibattito tutto politico che si era creato la scorsa settimana sull’ipotesi di un nuovo Cas a Costalpino. L’argomento, era stato oggetto di discussione nello scorso consiglio comunale, ma a mettere il punto sulla questione è stato per l’appunto il prefetto. Nell’occasione, Romeo ha ringraziato più volte la Caritas per l’importante lavoro svolto con i migranti.

“Per dare il via all’apertura di un Cas è necessario un iter formale che a noi non è mai stato comunicato – commenta Romeo -. Affinché sia possibile tutto ciò, occorre fare una gara d’appalto a livello europeo, successivamente costituire una commissione e dopo si può procedere con l’espletamento della gara, che verrà poi assegnata a chi viene ritenuto idoneo. Noi non abbiamo niente in mano e dunque, non possiamo commentare una cosa che non esiste”.

Romeo, durante la conferenza, ha anche puntualizzato il fatto che la Prefettura non ha intenzione di avviare nuove procedure.

“La gara l’abbiamo già fatta – spiega il prefetto Romeo – e non intendiamo farne altre. Per questo motivo, mi sento di dire che stiamo parlando del nulla”.

Durante la presentazione, il prefetto Romeo ha anche fatto chiarezza sui tempi di attesa dei quaranta migranti pakistani che devono formalizzare la richiesta di protezione internazionale e spiega i motivi per cui le convocazioni sono andare a rilento.

“Prima di tutto voglio ringraziare fortemente la Caritas ed il Cardinale Lojudice per il lavoro egregio che stanno facendo dal punto di vista dell’accoglienza – commenta Romeo -. Per quanto riguarda il rallentamento delle convocazioni, il motivo è dovuto al fatto che il 12 giugno è entrato in vigore il decreto numero 100, che applica il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e di conseguenza, in Italia ci siamo dovuti adeguare alle procedure valide anche negli altri Paesi europei. Adesso, infatti, i controlli sono più rigorosi ed anche l’ufficio della Questura si è dovuto adattare e non è un’operazione semplice che si perfeziona in un mese. Chi vuole chiedere la protezione internazionale deve recarsi in Questura e lì verrà effettuata l’identificazione, il fotosegnalamento, la verifica delle impronte e l’inserimento dei dati in un sistema europeo. Successivamente viene svolto lo screening sanitario. Dunque, la priorità adesso è dedicata ai migranti che dormono all’aperto, i quali non creano alcun disturbo, ma non è consentito loro restare fuori. La Questura esegue cinque convocazioni al giorno ed il lavoro sta andando avanti regolarmente; dunque, servirà aspettare”.

 

Katiuscia Vaselli