I lavoratori del centralino dell’azienda ospedaliero-universitaria Senese continuano a operare in locali provvisori nonostante la nuova sede sia già pronta. A denunciarlo è la Fisascat CISL Siena, che chiede il trasferimento immediato del personale e annuncia possibili iniziative sindacali in assenza di risposte.
Il sindacato ricorda di aver inviato oltre quindici giorni fa una richiesta formale a Colser Società Cooperativa, che gestisce il servizio in appalto, e per conoscenza alla direzione dell’AOUS, senza che la situazione abbia subito cambiamenti.
“Abbiamo atteso responsabilmente che venissero attivate le procedure necessarie – afferma il segretario della Fisascat CISL Siena, Marco Brogi –. Ad oggi, però, nulla è cambiato: i lavoratori continuano a operare in locali provvisori, inadeguati e non rispondenti alle esigenze di un servizio essenziale per l’intera struttura ospedaliera”.
Secondo Brogi, gli spazi individuati dietro la nuova portineria sarebbero già completati e disponibili. “È una situazione incomprensibile, considerato che la sede destinata al centralino è già pronta. Chiediamo l’immediato trasferimento del personale, restituendo ai lavoratori ambienti di lavoro dignitosi, funzionali e sicuri”.
La Fisascat evidenzia inoltre che la permanenza nei locali attuali, unita ai continui spostamenti e all’incertezza organizzativa, starebbe determinando “un crescente stress psicofisico per il personale del centralino”, con possibili ripercussioni anche sulla qualità del servizio.
Pur riconoscendo che il centralino è gestito da personale dipendente della cooperativa Colser, il sindacato richiama anche la responsabilità dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese in qualità di committente del servizio.
“Riteniamo che la responsabilità di garantire condizioni di lavoro adeguate riguardi anche la direzione dell’Ospedale di Siena – conclude Brogi –. Chiediamo a entrambe le parti di intervenire con urgenza. In assenza di un riscontro concreto e immediato, insieme alla nostra RSA valuteremo tutte le iniziative sindacali necessarie a tutela della salute, della dignità e dei diritti dei lavoratori del centralino”.