Il Comune di Siena aprirà un tavolo con Provincia, altri Comuni, Fondazione Mps e Università di Siena per costruire una Comunità energetica rinnovabile a governance istituzionale, un modello che potrebbe diventare provinciale. È questo il punto da cui l’assessore all’ambiente Barbara Magi ha spiegato in consiglio comunale lo stato dell’arte della CER comunale, tema dell’interrogazione firmata da dieci consiglieri di opposizione e misto.
L’assessore ha ricordato che il percorso era partito a gennaio con una riunione pubblica e che il Comune aveva tentato una collaborazione con Sienaenergie, «realtà radicata sul territorio», ma senza esito: secondo Magi l’associazione avrebbe mantenuto «una posizione di chiusura». Da qui la scelta di pubblicare una manifestazione d’interesse e di predisporre Statuto e Atto costitutivo per una nuova CER, poi rinviati in Commissione per approfondimenti tecnici. Il modello che l’amministrazione ritiene l’unico praticabile è la fondazione di partecipazione, ritenuta necessaria per garantire governabilità pubblica e rappresentanza degli enti.
Sul fronte degli Orti di San Miniato, l’assessore ha chiarito che il fotovoltaico presentato dal Comitato Siena 2 «potrà essere realizzato solo se l’energia prodotta in eccesso sarà messa a servizio dell’intera città e non vincolata a una CER specifica», ricordando che l’area è comunale. Il Comune non intende infatti assegnare a un soggetto privato – neppure a una CER già esistente – la disponibilità esclusiva dell’energia generata su un bene pubblico.
Da parte sua, il consigliere dem Alessandro Masi ha parlato di «percorso incerto», chiedendo perché Siena non valuti l’ingresso in Sienaenergie, «mentre i tempi passano e siamo quasi al 2026 senza una CER operativa». Masi ha anche avvertito che il progetto di San Miniato rischia di diventare «un’occasione persa, utile al quartiere e come modello per tutta la città».