Un presidio antifascista in Piazza Tolomei dopo l’operazione “Format18”. Lo annunciano LINK Siena e il collettivo Jama’a, che convocano per sabato 23 maggio all 16 una manifestazione pubblica contro quelle che definiscono “le nuove derive fasciste” in città.
Nel comunicato diffuso dalle due realtà studentesche e associative, l’operazione che ha coinvolto tredici giovani senesi viene letta come il sintomo di “un problema di normalizzazione del fascismo” a Siena. LINK e Jama’a parlano apertamente di una città che, a loro giudizio, non starebbe affrontando le “cause culturali” e “sociali” della radicalizzazione giovanile.
Nel mirino del comunicato finisce anche il circolo “Il Selvaggio”, indicato come spazio riconducibile a CasaPound, accusato dalle associazioni di diffondere propaganda e messaggi d’odio. Le due realtà sostengono inoltre che esista una tolleranza politica e culturale verso certe idee violente, che rischierebbe di favorire la nascita di gruppi estremisti.
LINK Siena e Jama’a chiamano in causa anche l’amministrazione comunale guidata da Nicoletta Fabio e il sistema scolastico, chiedendo “azioni concrete contro la radicalizzazione dei giovani”. Secondo gli organizzatori del presidio, alla base del fenomeno ci sarebbero disagio sociale, mancanza di spazi aggregativi, carenze nei percorsi educativi e “un continuo terrorismo mediatico” che costruirebbe nuovi nemici sociali.
“Davanti al fascismo pretendiamo tolleranza zero”, scrivono infine gli organizzatori, invitando cittadini e studenti a partecipare al presidio di sabato pomeriggio nel centro storico di Siena.