Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Chat naziste, le reazioni: FdI rilancia le parole del sindaco, Sinistra Italiana contro la destra al governo

Condividi su

La politica senese si interroga dopo l’inchiesta “Format 18” della Digos sui tredici minorenni denunciati per odio razziale, apologia del fascismo, armi e materiale pedopornografico.

Il centrodestra richiama soprattutto il tema della responsabilità educativa. Dalla sinistra arriva un affondo durissimo contro il “clima culturale” della città e contro anni di “normalizzazione dell’odio”.

Fratelli d’Italia Siena parla di fatti “gravi” e rilancia le parole della sindaco Nicoletta Fabio, sostenendo che davanti a episodi di razzismo, violenza, apologia del fascismo e interesse per le armi “non basta la sola risposta giudiziaria”, ma serve il coinvolgimento di famiglie, scuola e istituzioni. Nel comunicato il coordinamento provinciale sottolinea che “su legalità, prevenzione e rispetto democratico non possono esserci ambiguità”.

Anche Forza Italia Giovani Siena condanna con fermezza quanto emerso dall’indagine, definendolo “un episodio grave che colpisce profondamente tutta la comunità”. I giovani azzurri parlano della necessità di investire maggiormente in educazione civica, prevenzione del disagio giovanile e contrasto alla radicalizzazione online, sottolineando il ruolo dei social network nella diffusione di odio ed estremismo tra i più giovani.

Molto più duro invece l’intervento di Pietro Fiorino Iantorno di Sinistra Italiana Siena, che collega la vicenda a un problema sociale e culturale più profondo. “Non si tratta di maranza o giovani venuti da fuori – scrive – ma di figli della nostra città”. Nel documento vengono ricordati altri episodi che negli ultimi anni hanno coinvolto minorenni del territorio senese tra chat nazifasciste, baby gang, spaccio via Telegram e violenze.

Secondo Sinistra Italiana, Siena starebbe vivendo una crisi giovanile legata anche alla mancanza di prospettive culturali, sociali e lavorative. Nel mirino finisce anche la destra cittadina, accusata di affrontare il tema sicurezza “a seconda di chi siano i protagonisti”.

Una lettura ancora più politica arriva dal consigliere comunale Roberto Montanelli di Castelnuovo Popolare, che parla di “bombe sociali” alimentate da anni di linguaggi d’odio e campagne costruite sulla paura. “Quando si normalizza la sopraffazione – scrive – si legittima implicitamente la violenza dei più forti sui più deboli”.