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Chiusi, rischio per 21 lavoratori: il Calzaturificio Farida in crisi, avviato il concordato

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Rischia di perdere uno dei suoi presìdi produttivi il territorio della Valdichiana senese. A Chiusi è infatti in seria difficoltà il Calzaturificio Farida, storica realtà del settore moda che occupa 21 lavoratori, con il concreto rischio di ricadute sull’occupazione.

A lanciare l’allarme è la Filctem Cgil di Siena, che parla di un nuovo fronte di crisi in un comparto già in sofferenza: “Continua lo stillicidio di crisi aziendali in provincia di Siena così come in tutta Italia. Le difficoltà nel settore moda sono assolutamente confermate anche nel nostro territorio”.

Dopo i casi di Sinalunga, con le vertenze Capaccioli e Frutti dei Sogni, la criticità si sposta ora a Chiusi. Il calzaturificio, noto per produzioni legate ai brand del lusso, si trova oggi a fare i conti con una situazione definita “di forte preoccupazione” emersa nei giorni scorsi durante un incontro tra azienda, legale e organizzazioni sindacali.

Alla base della crisi una serie di fattori. “Oltre al serio incendio che qualche anno fa devastò il sito produttivo – spiegano dal sindacato – e obbligò il trasferimento della produzione a Scandicci, l’azienda ha subìto negativamente sia la crisi del settore moda sia l’instabilità geopolitica”. A questo si aggiungono “ulteriori seri problemi” legati, secondo la Filctem, al “comportamento poco corretto di un istituto finanziario”.

Il quadro, sottolinea il sindacato, è complesso e in evoluzione. “Ormai non è più sufficiente la cassa integrazione ordinaria – si legge nella nota – ma si sta valutando il ricorso a quella straordinaria con contratto di solidarietà”. Nel frattempo è stato avviato il percorso di concordato, con l’obiettivo dichiarato di garantire la continuità aziendale.

I lavoratori -19 nello stabilimento di Chiusi e 2 a Scandicci – hanno già svolto un’assemblea sindacale e chiedono, insieme alla Filctem Cgil di Siena e Firenze, un intervento istituzionale. “Chiediamo l’attivazione dell’Unità di crisi della Regione Toscana – concludono – per valutare tutte le possibili soluzioni e salvaguardare l’occupazione, evitando la perdita di un’altra realtà industriale importante per quest’area”.

Sul caso sono stati informati anche il sindaco di Chiusi Gianluca Sonnini e la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti.