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Colle 2028, Pii: “Il futuro chiama, la comunità pronta a giocarsela fino in fondo”

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“Colle 2028 non è più soltanto un’idea o una sfida ambiziosa: è un obiettivo concreto, costruito con serietà, visione e partecipazione. È il riconoscimento di un lavoro collettivo che ha saputo trasformare un percorso culturale in un progetto credibile di futuro”. Inizia così l’intervento del sindaco di Colle di Val d’Elsa Piero Pii per spiegare quali sono i passaggi chiave che porteranno alla proclamazione della città vincitrice del titolo di Capitale Italiana della cultura.

“Mancano 23 giorni all’audizione a Roma, fissata per il 26 febbraio prossimo – spiega Pii – davanti alla Commissione valutatrice. Saranno settimane decisive e importanti. Un tempo che servirà al Comune per continuare a investire con determinazione nel progetto di candidatura, rafforzando e rendendo ancora più visibili alcune delle azioni già previste nel dossier. Colle 2028 non è un progetto fermo sulla carta: è un processo vivo, che sta già producendo cambiamento, grazie a una scelta chiara e coraggiosa: fare della cultura una vera infrastruttura sociale”.

“Colle di Val d’Elsa – continua Pii – ha dimostrato che il welfare culturale non è uno slogan, ma una politica pubblica concreta che sta già generando connessioni e sta già creando benessere per la comunità. Abbiamo ripensato i luoghi della cultura come spazi di cura, relazione e inclusione: musei vissuti quotidianamente, biblioteche come presìdi civici, progetti culturali capaci di incidere sul benessere delle persone. Un’impostazione strategica che si è tradotta in progetti già avviati e riconoscibili: dalla gestione diretta dei musei civici alle attività inclusive rivolte alle persone più fragili, dal percorso partecipativo di Colle Fabbrica Cultura ai progetti di rigenerazione urbana come Sonar, fino all’investimento sulla nuova biblioteca comunale e alla valorizzazione del Parco fluviale dell’Elsa. Stiamo già costruendo la città che immaginiamo per il futuro”.

“Per fare l’ultimo miglio – dice ancora Pii – abbiamo bisogno della spinta di tutta la comunità. La candidatura fin dall’inizio ha saputo mobilitare energie diffuse: associazioni, scuole, imprese, operatori culturali, cittadini. Colle ha dimostrato di saper lavorare insieme, di credere in un progetto comune e di assumersi la responsabilità del proprio futuro. Oggi c’è bisogno di tutti i cittadini di Colle di Val d’Elsa”.

«Quando ci presenteremo davanti alla Commissione – conclude Pii – racconteremo una città che non chiede un titolo, ma mostra un percorso che è possibile e futuribile. Una città che ha già scelto di cambiare, mettendo la cultura al centro dello sviluppo, della coesione sociale e del benessere delle persone. Colle 2028 oggi è più che mai un obiettivo alla nostra portata, perché nasce da una comunità che ha imparato a credere fino in fondo in sé stessa. Nei prossimi giorni inaugureremo la sede di Colle 2028 che ci auguriamo diventi un luogo vivo e propulsore di quell’entusiasmo che già anima la città”.