E così Siena News cambia veste, con uno sguardo ancora più deciso al futuro, proprio mentre si avvicina il nostro trentesimo compleanno.
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Il presente di Siena, aggiornato.
Non ce l’abbiamo fatta a restare fermi.
La voglia di migliorarci era troppo grande.
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Commercio, via libera al nuovo regolamento: ecco come cambia volto il salotto buono di Siena
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Il salotto buono di Siena può cambiare il volto: il consiglio comunale ha detto sì al nuovo regolamento sul commercio con diciotto voti favorevoli e nove astenuti.
L’atto, frutto di un lavoro di concertazione tra palazzo pubblico, associazioni di categoria e sindacati, è stato illustrato dall’assessore Vanna Giunti.
Sei i titoli, trentaquattro gli articoli del documento. Viene disciplinata la tutela del centro storico patrimonio Unesco, con norme su insediamenti economici, decoro urbano, locali sfitti, incentivi e botteghe storiche. Nelle aree più vicine a piazza del Campo, stop all’apertura di attività come kebabberie, phone center, paninoteche. Deroghe per chi apre attività alimentari con prodotti a filiera corta, del territorio o dell’enogastronomia d’eccellenza italiana.
Vengono previsti incentivi per il riuso di locali sfitti. E per i proprietari degli stessi fondi sfitti previsti obblighi di pulizia e di oscuramento vetrine. Sono ammesse in certe vie solo attività di pregio come librerie, gallerie d’arte o moda. Si concedono agevolazioni fiscali e contributi a nuove attività artigianali, con bonus per giovani o per chi lavora sui costumi del Palio.
Il Comune istituisce albi per riconoscere e promuovere le botteghe storiche, incentivando la continuità e la valorizzazione delle tradizioni locali.
“Stiamo intervenendo sulla qualità del commercio, che deve essere un servizio sia per il turista che per il cittadino. Questo è un passo in avanti molto importante, come ha riconosciuto anche il Partito Democratico – le parole del capogruppo di Fdi Siena Bernardo Maggiorelli-.È il primo atto per aumentare la qualità del servizio, che può diventare una risorsa economica centrale. Dobbiamo cambiare prospettiva: mettere il privato nelle condizioni di operare al meglio”.