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Corteo Askatasuna, il consiglio comunale esprime solidarietà alle forze dell’ordine

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“Solidarietà alle forze dell’ordine, vittime di un vile e brutale pestaggio durante il corteo di sostegno al centro sociale Askatasuna svoltosi a Torino il 31 gennaio 2026”: è questo l’oggetto della mozione approvata dal Consiglio comunale di Siena, nella seduta odierna, giovedì 26 febbraio. L’atto è stato presentato dai consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia (Bernardo Maggiorelli, Maria Antonietta Campolo, Emanuela Anichini, Francesca Borghi, Monica Crociani, Marco Ballini, Pierluigi De Angelis, Enzo De Risi, Alessia Pannone e Sarah Campani) e ha ricevuto diciassette voti favorevoli e sei contrari dei ventitrè consiglieri presenti.

Con la mozione si impegna il Sindaco e la Giunta “a esprimere pubblicamente, con la massima fermezza e senza tentennamenti, la più dura condanna per le violenze del 31 gennaio 2026 a Torino, qualificandole esplicitamente come atti criminali e terroristici, del tutto incompatibili con una società democratica e con il diritto a manifestare”. Inoltre si impegna “a ribadire in ogni sede istituzionale una presa di posizione netta, chiara e senza ambiguità: distanza totale e irrevocabile da Askatasuna e da qualunque movimento collettivo, associazione o centro sociale che tolleri, giustifichi, minimizzi o patrocini comportamenti violenti, inclusi gli ambienti antagonisti e anarchici; ad adottare con effetto immediato e in via permanente, in tutti gli atti amministrativi, contratti di locazione agevolata, bandi, erogazioni di fondi pubblici, contributi, patrocini a favore di associazioni, enti, movimenti, una clausola vincolante che imponga la sottoscrizione di un impegno formale e irrevocabile a rifiutare e contrastare ogni forma di violenza, inclusa quella contro le forze dell’ordine, ed in caso di violazione accertata di tale impegno, revoca immediata di ogni beneficio economico, concessorio o locativo, con divieto assoluto di accedere a ulteriori aiuti o agevolazioni dall’amministrazione comunale per un periodo non inferiore a dieci anni”. Infine “a trasmettere immediatamente copia della presente mozione al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e alle Prefetture di Firenze e Torino, affinché si adottino con urgenza misure nazionali per isolare e smantellare questi gruppi criminali violenti che si nascondono dietro la facciata del dissenso politico”.

Nelle premesse del documento si legge che “il 31 gennaio 2026, a Torino, in occasione del corteo nazionale di sostegno al centro sociale Askatasuna (sgomberato lo scorso 18 novembre perché collocato in un immobile occupato abusivamente), si è consumata una vera e propria guerriglia urbana di matrice anarchica e antagonista: lancio sistematico di bombe carta, petardi, razzi e fuochi d’artificio contro le forze dell’ordine; roghi di cassonetti, di auto e persino di un blindato della Polizia (dal quale gli agenti erano appena usciti); devastazione di arredi urbani e aggressioni indiscriminate”.

“In particolare – si legge – un agente di polizia del reparto mobile di Padova, Alessandro Calista, 29 anni, sposato e padre di un figlio, è stato isolato, atterrato e sottoposto a un brutale pestaggio da parte di una banda di circa dieci persone a volto coperto: calci, pugni, colpi di martello (con ferita da taglio suturata alla coscia sinistra), riportando contusioni multiple; l’aggressione è stata immortalata di un video diventato virale, che documenta la ferocia vigliacca di un linciaggio in dieci contro uno. Gli scontri hanno provocato oltre settanta feriti tra le forze dell’ordine (alcuni in gravi condizioni), aggressioni anche a troupe giornalistiche (tra cui quella della Rai di ‘Far West’) e danni ingentissimi al tessuto urbano di Torino, con scene di devastazione che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare pacificamente”.

La mozione evidenzia “che tali atti rappresentano un vero e proprio attacco terroristico travestito da protesta, un oltraggio allo stato di diritto, una sfida aperta alla democrazia e alla sicurezza dei cittadini; un’escalation di impunità che minaccia la convivenza civile e che non può essere tollerata e che tali violenze nulla hanno a che fare con il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero”. Si prende dunque atto “della necessità di ribadire la piena solidarietà alle forze dell’ordine, baluardo insostituibile della legalità e della sicurezza pubblica, vittime di un’aggressione vile, codarda e premeditata; particolare apprezzamento alla Polizia di Stato, ai Carabinieri ed alla Guardia di Finanza per la straordinaria professionalità, il coraggio e la resistenza dimostrati nel fronteggiare una vera e propria guerriglia urbana; la vicinanza alla città di Torino umiliata e ferita nel suo decoro e nella sua dignità da questa ondata di violenza”. Il documento appura “che questi non sono ‘scontri’ o ‘essessi di protesta’, ma atti criminali e terroristici che colpiscono direttamente lo Stato, le sue istituzioni e i suoi servitori, che non esiste alcuna giustificazione ideologica per il pestaggio di un padre di famiglia in divisa, per l’incendio di mezzi di servizio o per la caccia all’uomo contro agenti e giornalisti”.