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Crisi del lavoro a Siena, Fabiani: “Serve una visione, non basta affrontare l’emergenza”

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Consigliere Valerio Fabiani, ieri si è svolto in Regione un incontro con i sindacati senesi e le istituzioni locali. Che quadro emerge per il territorio?

“Dai sindacati è arrivata una proposta importante: provare a definire un protocollo d’intesa, un accordo per il lavoro e per lo sviluppo del territorio senese. È un’idea che condivido e che avevo già avanzato nei mesi in cui a Siena si discuteva e si lottava per la vertenza Beko e per i lavoratori colpiti dalla chiusura del sito di viale Toselli”.

Perché ritiene questa proposta così rilevante?

“Per due ragioni. La prima è che ho potuto conoscere meglio il territorio e le sue straordinarie potenzialità, non solo dal punto di vista economico ma anche per la compattezza con cui la comunità si è mobilitata a difesa dello stabilimento e dei lavoratori. La seconda è che le crisi industriali non lasciano solo ferite visibili: producono impoverimento sociale, perdita di posti di lavoro e segni profondi nella memoria collettiva. Ma possono anche rafforzare la consapevolezza del valore dell’industria e del manifatturiero”.

Qual è quindi la strada da seguire secondo la Regione?

“Dobbiamo saper leggere questi elementi e trasformarli in un atto concreto: da un lato un metodo per prenderci cura del tessuto produttivo e degli insediamenti industriali, dall’altro la capacità di disegnare nuove traiettorie di sviluppo. Non basta affrontare solo l’emergenza, serve una visione”.

Venendo alla vertenza Beko, oggi si è parlato di politiche formative. A che punto siamo?

“È iniziato il percorso su cui la Regione Toscana si era impegnata fin dall’inizio. Anche nello scenario cambiato, con il subentro della multinazionale turca e la decisione di chiudere lo stabilimento senese, il nostro impegno non è venuto meno. La formazione rappresenta un’opportunità concreta per i lavoratori, con una prima fase di profilazione e aggiornamento delle competenze. La formazione è utile non solo ai lavoratori, ma anche al potenziale reindustrializzatore. Chi decidesse di insediarsi a Siena potrà contare su personale formato grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione, orientando poi la formazione sulle esigenze del nuovo progetto industriale”.

Oltre a Beko restano aperte altre vertenze, come PayCare e Capaccioli. Come intende muoversi la Regione?

“Garantiamo un impegno che non è mai venuto meno. Abbiamo sostenuto l’attivazione degli ammortizzatori sociali per dare un paracadute ai lavoratori e tempo utile per lavorare alla ricollocazione. La Regione non si limita a gestire le crisi o ad aspettare un reindustrializzatore: ci siamo anche quando sembra tutto perduto, perché il nostro obiettivo è non lasciare mai soli i lavoratori”.

Marco Crimi