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Crisi della moda, Giani lancia il “fronte comune” per il settore: “Il Governo deve fare la sua parte”

Un “fronte comune” che dovrà muoversi per ottenere ammortizzatori sociali ad hoc nella legge di bilancio ma anche misure come la moratoria del credito e degli oneri fiscali: per Eugenio Giani la salvaguardia del comparto della moda passa da qui.

Il Governatore lo ha ribadito stamani in un conclave dove erano presenti i sindaci dei territori che ospitano gli stabilimenti, ed ha promesso misure a sostegno per sostenere il tessuto imprenditoriale.

“Da un lato – dice – occorre richiamare il governo a interventi rapidi, a partire dalla legge di bilancio, finanziando accanto ad ammortizzatori sociali ad hoc che siano effettivamente applicabili e adeguati, anche misure di moratoria del credito e degli oneri fiscali. Dall’altro proseguiremo la riflessione già avviata sulle azioni della Regione tese a salvaguardare il nostro tessuto imprenditoriale, che proprio per le dimensioni e le caratteristiche, è una questione che riguarda la Toscana diffusa”.

Tra le aree coinvolte c’è quella amiatina. Ad Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio sono almeno 3mila le persone occupate direttamente o che comunque operano nell’indotto delle pelletterie.

“Tra le proposte emerse c’è quella di coinvolgere i grandi brand direttamente nel tavolo di confronto – sottolinea il primo cittadino di Abbadia San Salvatore Niccolò Volpini -. E poi vogliamo avviare un dialogo immediato sulla cassa integrazione e sulle misure di sostegno ai lavoratori. Ed infine c’è l’idea di creare un osservatorio dedicato al comparto moda per monitorare la situazione e agire tempestivamente”.

Un nuovo aggiornamento ci sarà la prossima settimana e al tavolo parteciperanno anche parlamentari ed europarlamentari toscani. L’Amiata resta in attesa anche se le prospettive non sono delle migliori.

“La situazione resta delicata. Come dicevo, abbiamo 2500 addetti diretti e un indotto significativo. Non ci sono aggiornamenti ufficiali su nuove casse integrazioni rispetto a quelle già note, ma c’è una crescente preoccupazione. Le aziende del territorio segnalano difficoltà e si avvertono “vibrazioni” non rassicuranti”, continua Volpini.

marco crimi

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