Da Siena la sfida ai virus del vaiolo e del monkey pox: il Biotecnopolo dà il via ad un progetto europeo da 10 milioni di euro

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Da Siena parte una nuova sfida europea contro vaiolo, vaiolo delle scimmie e altri virus emergenti. La Fondazione Biotecnopolo ha avviato IMPACT, progetto finanziato dalla Commissione europea con circa 10 milioni di euro per sviluppare anticorpi monoclonali ad ampio spettro contro gli orthopoxvirus e rafforzare la capacità dell’Europa di reagire a future emergenze sanitarie.

L’iniziativa, della durata di 48 mesi e inserita nel programma Horizon Europe, riunisce università, centri di ricerca e partner industriali di sei Paesi europei. Il progetto è stato presentato con un incontro inaugurale ospitato dall’Università di Siena.

A guidarlo dal punto di vista scientifico saranno Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, in qualità di coordinatore scientifico, ed Emanuele Andreano, responsabile del Laboratorio di Serologia e Immunologia, come leader scientifico.

Al centro del progetto c’è un anticorpo monoclonale già individuato dal gruppo di ricerca della Fondazione, capace di riconoscere e neutralizzare diversi orthopoxvirus attraverso bersagli comuni e conservati. L’obiettivo è accompagnare questo candidato lungo il percorso di validazione preclinica e clinica, combinando immunologia, biologia strutturale, ingegneria proteica e strumenti di intelligenza artificiale.

La ricerca nasce dalla necessità di mantenere alta la preparazione sanitaria anche quando una minaccia non occupa più le prime pagine. Dopo l’eradicazione del vaiolo e la progressiva sospensione delle campagne vaccinali, infatti, la protezione immunitaria della popolazione verso gli orthopoxvirus si è ridotta. I recenti casi di Mpox hanno riportato l’attenzione sull’esigenza di nuove contromisure terapeutiche.

“IMPACT rappresenta un esempio concreto di come la ricerca europea possa affrontare sfide complesse mettendo in comune competenze scientifiche, tecnologie e infrastrutture”, afferma Rappuoli. “L’obiettivo è sviluppare una nuova generazione di anticorpi monoclonali contro gli orthopoxvirus, ma anche costruire conoscenze e strumenti capaci di rafforzare la preparedness sanitaria”.

Per Andreano, “lo sviluppo di anticorpi monoclonali ad ampio spettro rappresenta una delle frontiere più promettenti della ricerca biomedica”. Il progetto, aggiunge, “crea un contesto di ricerca di grande valore scientifico” grazie all’integrazione di competenze complementari e tecnologie avanzate.

Alla base del lavoro c’è l’approccio di Reverse Vaccinology 3.0, sviluppato da Rappuoli, Andreano e Jason S. McLellan, che combina immunologia umana, biologia strutturale e intelligenza artificiale. Proprio con questo metodo è stato identificato OPG153, l’antigene conservato che sarà il bersaglio della nuova generazione di anticorpi monoclonali sviluppati nell’ambito di IMPACT.