Dal carcere al lavoro: a Siena il vino significa riscatto con il progetto per sommelier a Santo Spirito
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Il vino è storia, cultura, socialità, amore ed espressione di un territorio e, stavolta, rappresenta un’opportunità di riscatto per i detenuti del carcere di Santo Spirito. Sei di loro, infatti, prenderanno parte a “Vite Libera”, progetto dell’Associazione Italiana Sommelier che intende fornire una formazione professionale completa, articolata in tre livelli, nel campo della sommellerie, spendibile nel mondo del lavoro una volta usciti dalla struttura. Il progetto si articola in 25 lezioni, che inizieranno il prossimo lunedì 19 gennaio e si concluderanno a giugno con una prova finale. Ai partecipanti sarà rilasciato un diploma di qualifica professionale.
“Naturalmente ci saranno lezioni frontali: i detenuti saranno selezionati dalla direzione, verranno consegnati i libri di testo e si tratterà quindi di un corso ufficiale di formazione. È prevista una parte frontale di un’ora, un’ora e un quarto e, al termine, una degustazione di tre vini”, spiega Marcello Vagini, delegato senese dell’Ais.
L’idea è nata da una semplice chiacchierata tra un delegato dell’AIS, il direttore del carcere Graziano Pujia e il comandante della Guardia di Finanza Pietro Sorbello. Per la struttura senese si tratta di un altro dei tanti progetti attivi per i detenuti, come quelli dedicati alla cucina, all’edilizia e all’idraulica. Inoltre, i detenuti stanno partecipando a un contest teatrale che potrebbe portarli a esibirsi al Teatro dei Parioli, nell’ambito del Premio Maurizio Costanzo.
“La sicurezza non c’è se non c’è trattamento: quindi iniziative che comportano un’attività rieducativa, educativa e trattamentale contribuiscono anche a quella dimensione che aiuta a garantire sicurezza all’interno di un istituto penitenziario”, dice il comandante della polizia penitenziaria di Santo Spirito, il commissario.
A lodare l’iniziativa anche il primo cittadino Nicoletta Fabio. “Con la casa circondariale di Santo Spirito, il Comune intrattiene da tempo un rapporto collaborativo che si è via via concretizzato in diverse iniziative. Penso ai doni di natura sportiva e ginnica: le attrezzature ginniche donate dalla commissione Sport; penso soprattutto alla convenzione, tuttora in atto, per i lavori di pubblica utilità e alla collaborazione con la Biblioteca degli Intronati”, ricorda il primo cittadino
“Presentiamo con orgoglio un progetto che completa, a livello regionale, l’esperienza avviata oltre quindici anni fa sull’isola di Gorgona, dove il lavoro dei detenuti ha dato vita a un vino unico”, le parole del direttore Pujia.
Fissa gli obiettivi Sandro Camilli, presidente Ais: “Vogliamo rendere il mondo del vino sempre più inclusivo e volto al sociale e questo progetto sarà uno strumento di crescita personale e di consapevolezza con il chiaro obiettivo di, favorire il reinserimento sociale attraverso una formazione”.