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Dalla Regione oltre cinque milioni alla sanità del territorio per ridurre le liste d’attesa

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Quattro milioni e sessantamila euro alla Asl Toscana Sudest. Un milione e 280 mila euro alle Scotte. Sono queste le cifre che segnano il 2026 della sanità senese nel piano regionale per il recupero delle liste d’attesa, mentre la Toscana mette sul tavolo complessivamente 32 milioni per ridurre tempi e arretrati. E intanto, con un’operazione finanziaria da 80 milioni aggiuntivi, chiude in pareggio il bilancio consolidato 2025 del servizio sanitario regionale.

Nel 2025 l’Asl  ha recuperato 4.389 interventi chirurgici e 47.704 prestazioni ambulatoriali. Il policlinico ha recuperato 324 interventi chirurgici e 15.285 prestazioni ambulatoriali.

Per il 2026 alla Sudest vengono autorizzati 4,06 milioni di euro tra incremento del tetto per il privato accreditato e attività aggiuntiva interna. L’Aou Senese potrà contare su 1,28 milioni di euro per potenziare l’attività interna. Obiettivo dichiarato: rispettare i tempi massimi per almeno il 90% delle prestazioni e ridurre ulteriormente le criticità, in particolare in ambito ortopedico e oncologico.

Ma il tema non è solo organizzativo. È anche finanziario. Con 80 milioni di euro aggiuntivi la Regione chiude in pareggio il bilancio 2025 della sanità toscana. Le risorse arrivano da una variazione di bilancio che prevede 30 milioni in più per il 2026, derivanti dall’adeguamento del gettito dell’addizionale regionale Irpef, a cui si sommano 25,72 milioni accantonati per mutui non più necessari e 24,27 milioni dal fondo di riserva. Complessivamente 80 milioni.

Alla copertura dello squilibrio sanitario 2025 erano già stati destinati 132 milioni di addizionale Irpef 2026 e altri 52 milioni in bilancio. In totale, 264 milioni per chiudere i conti della sanità regionale.

“La sanità pubblica ha bisogno di più risorse e gli stanziamenti nazionali sono insufficienti”, commenta il presidente della Toscana Eugenio Giani. “Il fondo sanitario cresce troppo poco rispetto ai costi che aumentano in conseguenza dell’inflazione. Rivendichiamo con orgoglio la scelta di investire in sanità. È un investimento e non una spesa”.

Sulla stessa linea l’assessore Monia Monni: “Queste risorse vanno a coprire bisogni che non vengono riconosciuti dal Fondo sanitario nazionale, cure che noi decidiamo di offrire comunque ai cittadini e alle cittadine toscane perché le riteniamo indispensabili”. Tra gli esempi citati: una parte del trasporto sanitario, le terapie Aba per i bambini autistici, le parrucche per le pazienti oncologiche, una parte dei medicinali per le malattie rare pediatriche.