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Nel carcere di San Gimignano si coltiva il futuro: al via il laboratorio di fitoterapia per i detenuti

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Dalle piante coltivate nell’orto del carcere ai preparati erboristici. Entra in una nuova fase il progetto di agricoltura sociale promosso da Estra alla Casa di Reclusione di Ranza, nell’ambito della campagna nazionale “OrtoFrutteto Solidale Diffuso” di AzzeroCO₂ e Legambiente.

Dopo la creazione del giardino officinale e del frutteto, prende ora avvio il laboratorio di fitoterapia. Si tratta di un percorso di formazione professionale che insegnerà ai detenuti, affiancati dagli esperti della SIFit, Società Italiana di Fitoterapia, a coltivare, raccogliere e trasformare le piante officinali in preparati erboristici.

I partecipanti acquisiranno nozioni sui materiali vegetali, sui loro benefici e sui protocolli di essiccazione, conservazione e lavorazione. Impareranno inoltre a utilizzare attrezzature di laboratorio come maceratore, percolatore e mulino per polveri.

L’obiettivo è realizzare una piccola filiera interna capace di produrre rimedi naturali per alcuni disturbi comuni della popolazione detenuta: dalle tisane di melissa per ansia e insonnia a quelle di achillea e assenzio per i disturbi gastrointestinali, fino agli oleoliti, agli sciroppi balsamici e agli estratti vegetali. Tutti i preparati saranno realizzati secondo metodiche standardizzate e nel rispetto della normativa alimentare vigente.

“È un’importante opportunità di crescita personale e professionale – dichiara Giuseppe Renna, direttore della Casa di Reclusione di San Gimignano – consentendo ai detenuti di acquisire competenze specifiche potenzialmente spendibili in diversi ambiti produttivi, tra cui il settore erboristico, cosmetico, agricolo e della trasformazione delle materie prime naturali”.

Per Renna, la formazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per favorire responsabilizzazione individuale e reinserimento sociale, in coerenza con la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione.

“Quando abbiamo deciso di sostenere questo progetto – afferma Francesco Macrì, presidente di Estra – sapevamo che il suo valore non si sarebbe misurato nel numero di piante messe a dimora, ma nel percorso che esse avrebbero generato. Per Estra questo è il senso più autentico della sostenibilità: generare valore concreto per le comunità e per le persone, anche nei contesti più difficili”.

Soddisfazione anche da parte della Società Italiana di Fitoterapia. Il presidente Roberto Della Loggia sottolinea come la formazione dei detenuti rappresenti “un piccolo patrimonio di conoscenze” utile anche per un futuro inserimento nel mondo del lavoro.

Il progetto è sostenuto anche dal Comune di San Gimignano. Per l’assessora alle politiche sociali e per l’inclusione, Daniela Morbis, l’iniziativa dimostra come la collaborazione tra istituzioni, privato sociale e mondo scientifico possa favorire inclusione e riscatto sociale, offrendo competenze reali e spendibili.

Il laboratorio di Ranza rientra nella campagna “OrtoFrutteto Solidale Diffuso”, promossa da AzzeroCO₂ e Legambiente, che unisce tutela della biodiversità, agricoltura sociale e percorsi di integrazione ambientale e civica.