Dalle piccole imprese ai grandi gruppi, ecco come l’IA sta trasformando le aziende delle scienze della vita a Siena

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L’intelligenza artificiale ha già trovato spazio nelle aziende senesi delle scienze della vita. Non si tratta più soltanto di immaginare le sue possibili applicazioni future, ma di capire come venga utilizzata oggi, con quali benefici e quali difficoltà. È quanto emerge dal progetto Genoma, i cui risultati sono stati presentati nella sede di Diesse, offrendo uno spaccato del rapporto tra nuove tecnologie, imprese e figure manageriali del settore Life Science.

A presentare i dati è stato Lorenzo Zanni, docente dell’Università di Siena. La ricerca ha coinvolto 40 manager di 24 aziende del territorio, affiancando all’indagine cinque focus group con dirigenti e rappresentanti delle istituzioni. L’obiettivo era analizzare il livello effettivo di diffusione dell’intelligenza artificiale e comprendere in che modo questa tecnologia stia modificando l’organizzazione e le attività delle imprese.

Dallo studio emerge un quadro articolato. L’IA è già presente in numerose realtà produttive e viene impiegata in diversi ambiti aziendali, ma le modalità di utilizzo cambiano sensibilmente da un’impresa all’altra. Nelle piccole e medie aziende prevale un approccio orientato a rendere più efficienti le attività già esistenti. Le imprese di maggiori dimensioni, invece, tendono a inserire l’intelligenza artificiale all’interno di strategie più ampie.

A incidere sui risultati, tuttavia, non è esclusivamente la grandezza dell’azienda. Secondo Zanni, un ruolo determinante è svolto dall’organizzazione interna e dalla capacità dei vertici aziendali di accompagnare l’introduzione delle nuove tecnologie. Le differenze negli stili di leadership e nei processi gestionali contribuiscono infatti a spiegare perché alcune imprese riescano a sfruttare meglio di altre le potenzialità dell’IA.

Le conclusioni della ricerca chiamano quindi in causa sia il sistema produttivo sia quello universitario. Da una parte le aziende devono interrogarsi su come adeguare i propri processi e modelli organizzativi; dall’altra gli atenei sono chiamati ad aggiornare l’offerta formativa per rispondere alle competenze richieste dal mercato del lavoro. Per Zanni, rafforzare il dialogo tra università e imprese rappresenta la strada più efficace per migliorare i risultati dell’intero comparto Life Science regionale.

Il progetto Genoma prende forma da un’intuizione di Francesco Belelli, all’epoca presidente di Federmanager Siena, che ha coinvolto fin dalle prime fasi anche Confindustria. L’iniziativa, finanziata attraverso Fondirigenti, è stata sviluppata dalla Fondazione Sayab, con il supporto scientifico dell’Università di Siena, in particolare del professor Zanni, e la partecipazione di Federmanager Academy.

A spiegare le finalità del percorso è stato il manager Valter Fraccaro. L’intento era approfondire il modo in cui i dirigenti delle imprese Life Science si confrontano con l’intelligenza artificiale, mettendo in evidenza le applicazioni più efficaci, gli ostacoli ancora presenti e le competenze da sviluppare. Particolare attenzione è stata riservata ai bisogni formativi, considerati fondamentali per favorire un impiego più consapevole della tecnologia e tradurlo in vantaggi concreti per le aziende.

A chiudere il quadro è intervenuto Massimiliano Boggetti, amministratore delegato di Diesse, con una riflessione sulle opportunità e sulle responsabilità legate alla diffusione dell’intelligenza artificiale. Una tecnologia che, come ha osservato, “è ormai sulla bocca di tutti” e che interessa ormai tanto la dimensione personale quanto quella lavorativa.

Secondo Boggetti, la ricerca dimostra che l’IA è già entrata nelle attività quotidiane delle imprese. La sfida, adesso, consiste nel gestirne correttamente l’impiego, accompagnando i lavoratori nell’acquisizione delle competenze necessarie. L’invito è quindi a non guardare con timore all’innovazione, ma a imparare a “saperla cavalcare”, trasformandola in uno strumento utile alla crescita e allo sviluppo del settore.