David Rossi, il legale di Giusti: “Nessuna corrispondenza tra lui e l’uomo del vicolo”

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Nessun elemento tecnico avrebbe finora permesso di identificare Francesco Giusti con una delle figure individuate nelle immagini del vicolo dove morì David Rossi. È quanto sostiene l’avvocato Roberto Martini, difensore di Giusti, che interviene dopo la presentazione della nuova perizia del Ris alla Commissione parlamentare d’inchiesta. Il legale chiede che venga fatta piena chiarezza sulla posizione del suo assistito, il cui nome è stato accostato alla vicenda, e invita a non trasformare ipotesi ancora da verificare in certezze.

La presa di posizione arriva all’indomani dell’audizione del 12 ottobre, durante la quale gli esperti del Ris dei Carabinieri di Roma hanno illustrato alla Commissione i risultati degli accertamenti sulle immagini di videosorveglianza del vicolo di Monte Pio, dove il 6 marzo 2013 perse la vita l’ex responsabile della comunicazione di Mps.

Le analisi hanno riguardato in particolare alcune ombre e sagome compatibili con la possibile presenza di una o più persone nell’area del vicolo, oltre alla ricostruzione tridimensionale dei luoghi. Tra gli approfondimenti richiesti figurava anche un confronto delle caratteristiche fisiche di Francesco Giusti con quelle di una delle figure individuate nelle immagini.

Martini ricorda che l’accertamento era stato disposto dopo alcune dichiarazioni rese alla Commissione da una persona che il difensore definisce “pregiudicato e assolutamente inattendibile”. Dichiarazioni che, secondo il legale, avevano portato a collegare il nome del suo assistito alla morte di Rossi, con una forte esposizione mediatica.

Ma proprio dagli ultimi accertamenti, sottolinea la difesa, non sarebbe emersa alcuna identificazione.

“Nel corso dell’audizione del 12 ottobre, per quanto emerso dalle informazioni pubblicamente divulgate, non è stata riferita alcuna corrispondenza accertata tra il Sig. Francesco Giusti e la figura ripresa dalle telecamere del vicolo di Monte Pio”, afferma Martini.

Un passaggio centrale riguarda l’altezza della figura esaminata dai tecnici.

Durante la conferenza stampa successiva all’audizione, il presidente della Commissione parlamentare Gianluca Vinci, rispondendo a una domanda specifica su Giusti, avrebbe riferito che l’altezza della figura è stata stimata in circa un metro e 71 centimetri, aggiungendo che altri soggetti “risultano in fase di esame”.

L’avvocato Martini richiama quindi un elemento che considera importante: “Il Sig. Francesco Giusti ha un’altezza di 1,67 metri, dato già accertato nell’ambito degli approfondimenti svolti dal RIS”.

Quattro centimetri di differenza che la difesa mette in evidenza, senza però sostenere che questo dato, da solo, possa chiudere definitivamente la questione.

“La difesa ritiene importante sottolineare che, allo stato delle informazioni rese pubbliche, non risultano essere stati illustrati elementi tecnici idonei a stabilire una identificazione del proprio assistito con la figura ripresa dalle telecamere”, precisa il legale.

Martini chiede quindi di conoscere il contenuto completo della consulenza, anche per verificare quale sia stato l’esito del confronto sulle caratteristiche fisiche del suo assistito.

“Resta naturalmente ferma la necessità di conoscere integralmente le conclusioni della consulenza tecnica, anche al fine di comprendere l’esito dello specifico approfondimento antropometrico riguardante il Sig. Giusti”, aggiunge.

L’avvocato ribadisce che Francesco Giusti ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e che continua a seguire con rispetto il lavoro della Commissione parlamentare.

La richiesta della difesa è che gli accertamenti sulla sua posizione vengano chiariti e resi pubblici, per evitare che il suo nome continui a essere collegato a ricostruzioni non dimostrate.

“Si auspica che gli elementi tecnici relativi alla posizione del Sig. Giusti possano essere definitivamente chiariti e resi pubblici dalla Commissione, evitando che il suo nominativo continui a essere associato a ipotesi non supportate da riscontri oggettivi”, scrive Martini.

Un appello viene rivolto anche agli organi di informazione, invitati ad adottare prudenza nel riportare il nome e l’immagine di Giusti in relazione alla morte di Rossi.

Il legale spiega che si tratta di una richiesta legata alla necessità di proteggere la reputazione e la vita personale del suo assistito, senza mettere in discussione il diritto dei cittadini a essere informati.

“Si tratta di una richiesta dettata esclusivamente dall’esigenza di tutelare la dignità personale, familiare e professionale del Sig. Giusti, nel pieno rispetto della libertà di informazione e del diritto dell’opinione pubblica a essere correttamente informata”, sottolinea.

Martini conclude riservandosi di valutare eventuali iniziative legali qualora dovessero essere diffuse nuove affermazioni lesive della reputazione di Giusti, prive di adeguati riscontri.