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David Rossi, la commissione d’inchiesta a Siena. Vinci: “Qui per prove che escludono suicidio”. Orlandi: “Bisogna capire chi lo voleva morto”

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“Dopo tanti anni abbiamo finalmente prove tangibili che escludono definitivamente il suicidio” Così il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, Gianluca Vinci,  prima della conferenza della stessa conferenza sul relazione di metà mandato

“Grazie alle due perizie depositate negli ultimi mesi abbiamo rinvenuto elementi scientifici chiari”, ha spiegato Vinci, ricordando che la commissione ha preso atto di queste conclusioni anche formalmente: “Abbiamo votato all’unanimità che si tratta di un omicidio, non più di un suicidio, e ora bisogna andare avanti per trovare i colpevoli e il movente”.

Accanto ai componenti della commissione anche la famiglia di Rossi. Carolina Orlandi ha parlato di un passaggio importante dopo anni di battaglie. “La prossima tappa è scoprire perché. Ci sono diverse piste e noi non ne escludiamo nessuna: bisogna capire chi ha voluto che David morisse”, ha detto. Per Orlandi quello di oggi non è un punto di arrivo: “Questa è una tappa, non è un traguardo”.

La figlia dell’ex manager Mps ha poi sottolineato il significato particolare di questo anniversario: “Questo è forse il primo anniversario in cui sentiamo le istituzioni dalla nostra parte”. Finora, ha aggiunto, “il dolore è stato doppio, perché ogni 6 marzo è il giorno in cui abbiamo perso David ma anche quello in cui ci ricordavamo che le istituzioni non erano state dalla nostra parte”. Oggi invece, ha concluso, “sentiamo parlare di omicidio senza timori e con prove scientifiche alla base, e per la prima volta torniamo ad avere un po’ di speranza”.

La giornata si è aperta con un momento simbolico: la deposizione di una corona d’alloro sulla tomba di David Rossi, nel cimitero di Siena, da parte dei familiari e di una delegazione della commissione parlamentare d’inchiesta. Rossi morì il 6 marzo 2013, quando venne trovato senza vita nel vicolo di Monte Pio dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio nella sede di Rocca Salimbeni.