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David Rossi, Vinci: “La cravatta usata per pulire le tracce”

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“Un altro elemento riguarda la cravatta di David Rossi, che non è stata trovata: è possibile che sia stata utilizzata da chi era presente per ripulire tracce o impronte e poi portata via dall’ufficio”. È uno dei passaggi illustrati dal presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, Gianluca Vinci, durante la presentazione a Siena della relazione di metà mandato.

Secondo Vinci, alcuni elementi rinvenuti nell’ufficio dell’ex capo comunicazione di Monte dei Paschi, morto il 6 marzo 2013 dopo la caduta dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni, potrebbero non riferirsi necessariamente agli ultimi momenti della sua vita. Tra questi i fazzolettini con tracce di sangue e i bigliettini strappati indirizzati alla compagna, trovati nel cestino. “Potrebbero non essere datati il 6 marzo”, ha spiegato.

Il presidente della commissione ha ricordato che circa due giorni prima della caduta Rossi si era procurato piccoli tagli sul braccio. “Oggi sappiamo che quei tagli non erano idonei a provocare la morte e non indicano necessariamente una reale volontà suicidaria”, ha detto. Secondo la ricostruzione proposta, Rossi potrebbe aver attraversato un momento di forte tensione emotiva nei giorni precedenti, scrivendo alcuni biglietti poi accartocciati e gettati nel cestino insieme ai fazzoletti usati per tamponare il sangue.

 

 

Un elemento che si collega anche alla mail inviata all’allora direttore generale di Mps Fabrizio Viola, con la frase “Stasera mi suicido, sul serio. Aiutatemi”. Per Vinci, questo potrebbe indicare uno stato emotivo molto forte, ma non necessariamente una decisione definitiva. “Questa, per ora, è un’ipotesi: non pretendo che sia la verità assoluta, ma è una ricostruzione che combacia con molti degli elementi raccolti”.

Durante l’incontro è stato inoltre presentato un video di ricostruzione che prova a ripercorrere quanto potrebbe essere accaduto all’interno dell’ufficio nei momenti precedenti alla caduta. Il filmato è stato elaborato sulla base delle analisi tecniche e delle perizie acquisite dalla commissione, considerando le lesioni sul corpo, la posizione della finestra e gli ultimi movimenti ricostruiti dagli investigatori. Secondo i consulenti della commissione, il tenente del RIS Adolfo Gregori e il medico legale Robbi Manghi, la simulazione rappresenta un ulteriore elemento a sostegno della tesi dell’omicidio.

A margine della presentazione è intervenuto anche il deputato Walter Rizzetto, componente della commissione, che ha rivolto un appello a chi potrebbe conoscere elementi ancora non emersi. “È evidente che qualcuno sa qualcosa in più rispetto a quanto emerso finora: l’invito è a parlare”, ha detto. “Ormai non serve più capire come sia morto David Rossi, ma chi lo ha ucciso”.

Marco Crimi