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Dazi USA, Rossi: “Dopo lo stop della Corte suprema e la contromossa di Trump c’è solo più confusione”

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Presidente, partiamo dalla notizia di rilevanza internazionale: la Corte Suprema americana ha dato uno stop ai dazi, ma Trump ha subito risposto con una contromossa. Come leggete questa situazione?

“intanto cerchiamo anche noi di capire cosa succederà nelle prossime settimane. Onestamente mi sembra che si stia aggiungendo confusione alla gestione ordinaria delle nostre attività, quindi un po’ di preoccupazione c’è. È evidente che apprendiamo con piacere la scelta della Corte, anche se le dinamiche sono piuttosto delicate. Mi pare che la risposta del Presidente sia stata immediata, riattribuendo comunque i tassi facendo riferimento ad altri riferimenti legislativi. Diciamo che siamo un po’ alla finestra per capire come si assesterà la situazione”.

Quale sarebbe il miglior punto di caduta?

“Il miglior punto di caduta sarebbe una riduzione dei tassi. Ad oggi, però, con il cambiamento effettuato, di fatto ciò che viene annullato da una parte viene rimesso dall’altra. Per noi, in questo momento, non cambia lo scenario rispetto a quello che abbiamo vissuto nell’ultimo anno. Abbiamo chiesto a tutte le istituzioni – lo abbiamo fatto in passato e lo continuiamo a fare – di negoziare e di capire se c’è la possibilità di ridurre per il settore il peso di questi tassi. Molte aziende si sono impegnate con i propri importatori per mantenere un atteggiamento positivo verso il mercato, anche sostenendo parte dei costi. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane. Nel frattempo ognuno sta cercando di consolidare altri mercati e svilupparne di nuovi. La strategia per il mondo vino, in questo momento, non può cambiare”.

 

 

Oltre ai dazi c’è la questione Mercosur...

“Il mondo vino è senz’altro favorevole all’accordo Mercosur, anche perché interviene su Paesi già molto positivi rispetto ai nostri prodotti. Messico e Brasile sono mercati in crescita, con una buona propensione all’acquisto di vino italiano, anche grazie alla presenza delle comunità italiane. Sapevamo fin dall’inizio che nell’accordo c’erano aree dell’agricoltura meno soddisfatte. Credo si stia lavorando su compensazioni per quei settori che potrebbero avere difficoltà. C’è fiducia per l’approvazione definitiva. Non vedo altro in questo momento, se non un confronto tecnico per tutelare chi può essere penalizzato”.

Nei giorni scorsi c’è stata l’Anteprima del Nobile. Che bilancio fa?

“È stata un’Anteprima assolutamente positiva, sotto tanti punti di vista. Prima di tutto per la grande partecipazione delle aziende: 57 adesioni, circa il 70% delle aziende associate al Consorzio. Le presenze di domenica e lunedì sono state superiori rispetto allo scorso anno. Continuiamo a fare quello che è doveroso fare: promuovere la nostra denominazione e i nostri vini. Se mettiamo insieme il momento della stampa e quello degli operatori, il saldo è estremamente positivo. Ancora una volta la nostra innovazione di prodotto, il Vino Nobile di Montepulciano menzione Pieve, ha fatto la differenza. Abbiamo riportato in degustazione sia le annate 2021, già presentate lo scorso anno, sia le 2022, per far capire a stampa e operatori l’evoluzione del progetto. La soddisfazione è stata ampia. Sulle Pieve c’è stata grande attenzione e il riconoscimento di un progetto che dà valore al prodotto attraverso un innalzamento della qualità, che ha portato in alto anche il Nobile annata”.

MC