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Dimensionamento scolastico, c’è il decreto: ecco la mappa degli accorpamenti a Siena e provincia

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La Folgore di San Gimignano viene accorpata con il Comprensivo 2 di Poggibonsi, la scuola d’infanzia Bandini di Siena con l’istituto comprensivo Tozzi, la Saffi con la Cecco Angiolieri ed infine la San Bernardino con la Jacopo della Quercia: questi accorpamenti confermati dal decreto dell’Ufficio Scolastico regionale toscano attraverso il decreto che recepisce il piano di dimensionamento 2026/2027.

“Il provvedimento dà attuazione agli accorpamenti di istituzioni scolastiche già individuati a livello regionale e che coinvolgono anche la provincia di Siena, nel quadro di una riorganizzazione imposta dal contingente nazionale di dirigenti scolastici e Dsga, definito dalla legge di bilancio 2023 e dai successivi decreti attuativi, connessi agli obiettivi del Pnrr”, spiega la Flc Cgil in una nota dove esprime inoltre “ferma contrarietà a questo modello di dimensionamento, che non risponde a criteri educativi o territoriali ma a logiche esclusivamente quantitative e di contenimento della spesa”.

Gli accorpamenti, continua la sigla, “determinano effetti concreti negativi sul personale e sui territori: riduzione delle autonomie scolastiche, con istituti sempre più grandi e complessi; aumento delle reggenze, senza alcun incremento delle facoltà assunzionali; peggioramento delle condizioni di lavoro di dirigenti scolastici, Dsga, personale amministrativo e collaboratori scolastici; rischio di perdita di posti di lavoro, in particolare per il personale Ata; indebolimento dell’offerta formativa e della progettualità educativa; ulteriore marginalizzazione delle aree interne, montane e periferiche. Si tratta di scelte che impoveriscono il territorio, riducono la presenza dello Stato attraverso la scuola pubblica e allontanano le istituzioni scolastiche dalle comunità che dovrebbero servire”.

“Grave – continua Flc Cgil Siena-, inoltre, il metodo utilizzato: un intervento commissariale che ha esautorato il confronto democratico e il coinvolgimento reale delle comunità scolastiche, degli enti locali e delle parti sociali”.

Il sindacato ha inoltre convocato un un’assemblea sindacale regionale il 3 febbraio dalle 8 alle 11 on line rivolta agli operatori delle scuole interessate. Il sindacato “continuerà ad opporsi a politiche che trasformano la scuola in una variabile di bilancio e ribadisce la necessità di investimenti, autonomia reale, tutela del lavoro e difesa dei territori, a partire da quelli più fragili”.