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Disagio abitativo, Papi: “Accordo territoriale in vigore. L’amministrazione facilita il dialogo per il rinnovo”

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“L’Accordo territoriale è attualmente in vigore e trova legittima applicazione in virtù di quanto previsto dall’articolo 2, comma 6, del medesimo, che stabilisce che ‘il presente accordo resterà in vigore fino alla sottoscrizione di un nuovo accordo’. Il Comune svolge esclusivamente un ruolo di facilitatore del processo: gli accordi territoriali sono sottoscritti dalle organizzazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini. La stesura di un nuovo Accordo territoriale per le locazioni abitative, rientra comunque nell’interesse dell’amministrazione comunale”. Così l’assessore alla famiglia e politiche della casa del Comune di Siena, Micaela Papi ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale dal consigliere comunale Fabio Pacciani (Gruppo Misto), in merito alla situazione del rinnovo dell’Accordo territoriale scaduto il 1 agosto 2024.

“Il disagio abitativo – ha detto Papi – è in sensibile crescita anche nel territorio comunale, dove si registra una forte tensione abitativa, con crescenti difficoltà sia nel sostenere le spese alloggiative sia nel reperire alloggi in locazione sul mercato. Tale situazione è determinata da un evidente squilibrio tra domanda e offerta, dovuto alla progressiva riduzione dell’offerta di immobili sul mercato residenziale a fronte di una domanda in costante aumento. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quindi quello di incentivare l’offerta abitativa, al fine di rispondere in maniera più efficace alla crescente domanda di alloggi. In questo contesto, uno degli strumenti a disposizione dell’amministrazione è la promozione della stipula di contratti di locazione a canone concordato, che rappresentano un importante strumento di regolazione del mercato abitativo e producono benefici significativi sia per i proprietari che per gli inquilini, determinando un abbattimento dei canoni medi rispetto ai valori di mercato. Il contratto a canone concordato costituisce, infatti, un’opportunità concreta che consente ai proprietari di accedere ad agevolazioni fiscali: riduzione della base imponibile Irpef del trenta per cento; riduzione della base imponibile per l’imposta di registro del trenta per cento; riduzione dell’aliquota della cedolare secca dal ventuno per cento al dieci per cento; riduzione dell’Imu del venticinque per cento”.

“Proprio per sostenere l’accesso alla locazione a prezzi congrui – ha proseguito -, l’amministrazione comunale ha promosso, nel mese di luglio 2023, un incontro di mediazione tra le principali associazioni dei proprietari (Uppi, Confedilizia, Federproprietà e Asppi) e quelle degli inquilini (Sicet, Sunia e Uniat). Tale percorso ha condotto alla sottoscrizione, in data 28 luglio 2023, dell’ ‘Accordo territoriale per le locazioni abitative a canone concordato’ valido per il territorio del Comune di Siena, che ha sostituito il precedente accordo stipulato nel 2019. Sulla base dell’Accordo territoriale, possono essere stipulati contratti di locazione convenzionati, detti appunto a canone concordato, che prevedono un canone tendenzialmente inferiore a quello di mercato, compensato da agevolazioni fiscali a favore del proprietario e da condizioni economiche più sostenibili per il conduttore”.

“Grazie al nuovo Accordo – ha evidenziato ancora Papi – è stato effettuato un aggiornamento delle tabelle dei valori, con adeguamento agli indici Istat e al costo della vita, ridefinendo i valori minimi e massimi al metro quadrato in relazione alle zone del territorio comunale e alle caratteristiche degli alloggi. Il nuovo Accordo rappresenta pertanto un traguardo importante e un’ulteriore opportunità per incentivare il ricorso al canone concordato. Al fine di favorire una più ampia applicazione dell’Accordo territoriale, il Comune di Siena ha adottato specifiche misure di sostegno, tra le quali si evidenzia quella riguardante il contributo straordinario per il canone concordato: la concessione, una tantum, di un contributo pari a tremila euro per la stipula di nuovi contratti di locazione abitativa a canone concordato; un contributo pari a mille euro per la rinegoziazione di contratti di locazione a libero mercato con trasformazione in contratti a canone concordato e contestuale riduzione del canone. Tale misura, finalizzata a contrastare la carenza di alloggi in affitto a canone calmierato nel territorio comunale, è stata adottata in via sperimentale nel 2024 e finanziata con risorse pari a 150mila euro, esaurite in pochi mesi. Considerato il positivo riscontro, la misura è stata reiterata per l’anno 2025 ed estesa anche ai contratti di locazione a canone concordato per studenti, con durata di trentasei mesi, in considerazione del rilevante interesse pubblico connesso all’attrattività universitaria della città e allo sviluppo economico del territorio”.

“La stesura di un nuovo Accordo territoriale – ha dichiarato Papi -, volto a migliorare e implementare quello vigente, rientra comunque nell’interesse dell’amministrazione comunale, che intende promuovere un nuovo incontro di mediazione tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini, successivamente ad approfondimenti tecnici da parte del tavolo di confronto denominato ‘Osservatorio Territoriale del mercato pubblico e privato della locazione e delle politiche abitative’, la cui convocazione è prevista nel mese di febbraio. L’Osservatorio, costituito dal Comune di Siena all’inizio del 2024, riunisce associazioni dei proprietari, associazioni degli inquilini, i Comuni limitrofi, l’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario, organizzazioni sindacali, associazioni delle imprese di costruzione, associazioni studentesche e rappresentanze degli agenti immobiliari. All’interno di tale organismo sono attivate forme di collaborazione finalizzate all’analisi delle criticità del sistema casa e alla definizione di strategie di intervento per la mitigazione del disagio abitativo”.

“Nel corso delle attività di analisi propedeutiche alla stipula del nuovo Accordo territoriale – ha concluso l’assessore Micaela Papi – saranno presi in considerazione anche gli aspetti richiamati nel dispositivo dell’interrogazione, fermo restando che, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge numero 431 del 1998, i contratti a canone concordato sono destinati a conduttori persone fisiche che utilizzano l’immobile per finalità abitative, normalmente quale abitazione principale, senza svolgervi attività d’impresa, restando inclusi gli studenti esclusivamente nell’ambito delle tipologie contrattuali specificamente previste dalla legge e dagli accordi territoriali. La normativa vigente non individua quindi categorie specifiche di conduttori, ciò che rileva è: la tipologia contrattuale (canone concordato 3+2); l’uso abitativo dell’immobile; il rispetto dell’accordo territoriale. L’accordo territoriale, a sua volta, deve conformarsi alle fonti normative sovraordinate, in particolare: la legge numero 431 del 1998; il decreto ministeriale 16 gennaio 2017 (Mit-Mef), che stabilisce criteri oggettivi relativi a zone, fasce di oscillazione e caratteristiche degli alloggi, demandando agli accordi territoriali la concreta applicazione. L’accordo territoriale non costituisce una fonte normativa autonoma, ma uno strumento attuativo della normativa nazionale”.

Il consigliere comunale Fabio Pacciani (Gruppo Misto) ha replicato: “Ringrazio l’assessore per la risposta molto esaustiva e completa anche sul percorso compiuto dall’amministrazione su questi temi. Quello che avevo rilevato, magari erroneamente, è che non potevano usufruire del canone concordato soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato, mentre invece potevano usufruirne soggetti contrattualizzati per motivi di studio, di apprendistato o di formazione. Avevo citato la categoria infermieristica solo come esempio, perché spesso si tratta di lavoratori a tempo determinato e che a ora, per quanto avevo studiato, non rientrano nelle categorie che possono usufruire di questi benefici”.