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Due licenziamenti e un reintegro alla Asf Enterprise. Una lavoratrice: “Dopo 35 anni lasciata a casa”

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Licenziamenti confermati nonostante la disponibilità dei colleghi a ridursi l’orario pur di salvare i posti di lavoro. Si chiude così, con un epilogo amaro, la vicenda alla Asf Enterprise: due dipendenti perdono l’occupazione, mentre per una terza persona è scattato il reintegro. Resta però ancora sospeso il destino degli altri tredici lavoratori.

La decisione dell’azienda arriva dopo settimane di tensione e tentativi di mediazione. I dipendenti avevano avanzato una proposta concreta: distribuire il lavoro tra tutti, accettando una riduzione delle ore pur di evitare i licenziamenti. Una strada che però non è stata accolta dalla proprietà, che ha confermato i provvedimenti.

Tra i lavoratori il clima è pesante, fatto di rabbia e soprattutto paura per ciò che verrà. “Delusa, arrabbiata. Non ci sono parole — racconta una delle dipendenti coinvolte, che lavorava nell’azienda da 35 anni — Sono preoccupata per il futuro: sono alla soglia dei 60 anni e ho sempre lavorato qui. Il problema ora è il ricollocamento, sono lontana dalla pensione e adesso licenziata. È stato importante sentire la vicinanza dei colleghi e del sindaco”.

Il reintegro di una terza persona non basta a rasserenare l’ambiente. La vertenza, infatti, è tutt’altro che conclusa: resta aperta la partita per gli altri 13 lavoratori e i sindacati annunciano nuove iniziative. L’obiettivo è riaprire un confronto che, al momento, sembra essersi interrotto proprio sul punto più delicato — la salvaguardia dell’occupazione.