Mentre il risiko bancario continua a tenere con il fiato sospeso Siena, dal “popolo degli azionisti” arriva una proposta che punta a cambiare le carte in tavola. A contattare Siena News è stato Donato Vena, piccolo azionista lucano di Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha inviato alla redazione una lettera nella quale suggerisce una strategia alternativa per contrastare l’offerta pubblica di acquisto di Intesa Sanpaolo dopo il tramonto dell’ipotesi di aggregazione con Banco Bpm.
Secondo Vena, il vero nodo della partita non sarebbe soltanto il futuro di Mps, ma soprattutto la partecipazione detenuta da Mediobanca in Generali, uno degli asset più appetibili dell’intera operazione. “Le fortune future di Mps sono legate a quel 13,32% di azionariato di Generali che sono in pancia a Mediobanca. È un piatto appetibile per molti e al quale Intesa Sanpaolo, con l’acquisizione, vuole banchettare da sola”, scrive.
Da qui la proposta. L’azionista suggerisce che Mediobanca distribuisca ai propri soci la partecipazione in Generali. In questo modo, Mps, che controlla l’86,35% di Mediobanca, riceverebbe circa l’11,5% delle azioni del Leone di Trieste, da redistribuire successivamente ai propri azionisti.
“L’11,5% di azioni Generali verrebbe distribuito al popolo degli azionisti di Mps, togliendo cibo al futuro banchetto imbandito da Intesa Sanpaolo che, a quel punto, ci penserebbe due volte prima di avviare la nuova acquisizione”, sostiene Vena.
Nella lettera viene evidenziato anche come un’operazione di questo tipo potrebbe risultare vantaggiosa per i principali soci dell’istituto senese, da Delfin a Caltagirone, fino a BlackRock e al Ministero dell’Economia, che riceverebbero quote della partecipazione in Generali in proporzione alle rispettive partecipazioni nel capitale di Mps.
L’azionista ipotizza inoltre che chi non fosse interessato a ricevere i titoli possa optare per il controvalore in denaro, lasciando le azioni disponibili agli altri soci interessati ad acquistarle.