Elba laboratorio del futuro: cittadini e istituzioni progettano l’isola a emissioni zero insieme all’Università di Siena
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Non un convegno, ma un banco di prova. All’Isola d’Elba la transizione ecologica prende forma concreta e partecipata, con cittadini, amministratori e imprese chiamati a immaginare e costruire insieme un modello di sviluppo a emissioni zero.
Si è concluso con il Living Lab finale il progetto europeo CO2 Pacman, finanziato dal programma Interreg Euro-MED e coordinato dall’Università di Siena. Tre giorni di confronto e co-progettazione che hanno coinvolto sindaci elbani, Regione Toscana, Parco Nazionale Arcipelago Toscano, partner internazionali e comunità locale.
Al centro del lavoro l’analisi delle emissioni dell’isola, pari a circa 135 mila tonnellate di CO2 equivalente all’anno, e la definizione di strategie concrete per ridurle. Tra le soluzioni emerse, un forte orientamento verso le energie rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, con impianti di dimensioni contenute e, per quanto riguarda l’eolico, preferibilmente in mare.
Un percorso costruito non solo su dati scientifici, ma anche sulla partecipazione diretta della comunità. “Abbiamo fatto in questi giorni degli incontri anche con i sindaci, con gli amministratori locali e con altri stakeholder per capire qual è la propensione degli abitanti dell’Elba verso la neutralità climatica”, spiega il professor Simone Bastianoni dell’Università di Siena, coordinatore scientifico del progetto.
Dai risultati emerge un territorio consapevole e orientato al cambiamento. “Le azioni che hanno avuto più effetto sono quelle energetiche, come fotovoltaico ed eolico, ma anche le auto elettriche e i camion elettrici hanno fatto la loro parte”, aggiunge Bastianoni, sottolineando come la transizione passi da un insieme di interventi e non da una singola misura.
Spazio anche alla mobilità sostenibile e alla gestione integrata di acqua e rifiuti, in un percorso che mette insieme innovazione tecnologica e scelte quotidiane.
Il progetto, che coinvolge partner di sette Paesi europei, proseguirà ora nelle altre isole pilota, tra Croazia e Grecia, con l’obiettivo di trasferire modelli e soluzioni sviluppate all’Elba.
L’isola si propone così come laboratorio mediterraneo della transizione ecologica, con l’obiettivo di tradurre le indicazioni emerse in una roadmap operativa per la neutralità climatica.