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Engineering, incontro sindacati-azienda. Fiom: “Tavolo deludente, gli euberi non sono l’unica strada”

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Seicentocinquantacinque esuberi. Un numero che pesa come un macigno sul tavolo della trattativa tra Engineering e sindacati. E che, secondo la Fiom Cgil, non può essere considerato un destino inevitabile. L’ultimo incontro tra azienda e parti sociali si è chiuso senza aperture significative e con un giudizio netto: “È stato deludente”.

A dirlo è Daniela Miniero della Fiom Cgil Siena, che parla di una società ferma sulla volontà di legittimare “una perdita occupazionale importante su tutto il territorio nazionale di 655 persone come unica strada percorribile”.

Per il sindacato la questione non è solo numerica, ma di impostazione industriale. Engineering collega gli esuberi a una riorganizzazione interna. La Fiom ribalta il ragionamento: se si tratta di riorganizzare, allora si deve riqualificare. “Non esistono esuberi legati alla riorganizzazione – afferma Miniero – esiste una riqualificazione professionale”.

 

 

Sul tavolo c’è anche la scelta dell’ammortizzatore sociale. La Fiom esclude il contratto di solidarietà e propone invece una cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione, uno strumento considerato conservativo, in grado di accompagnare un processo di trasformazione senza tagli strutturali. L’obiettivo è potenziare formazione e competenze, evitando che la forza lavoro venga espulsa dal processo di cambiamento.

“La forza lavoro non può essere tagliata fuori, ma deve essere inclusa”, ribadisce Miniero, sottolineando come finora non siano arrivate risposte concrete da parte dell’azienda.

Il confronto è stato riconvocato per il 13 marzo. I sindacati si aspettano che Engineering torni al tavolo con proposte diverse. In gioco non c’è solo il numero degli esuberi, ma il modello con cui affrontare la trasformazione del settore informatico: riduzione strutturale dell’occupazione o investimento sulle competenze.

MC