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Farmaci e plastica nei mari: l’Università di Siena guida la caccia ai contaminanti invisibili

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Siena guida uno dei fronti più delicati della lotta all’inquinamento marino in Europa. Nel progetto internazionale “Harmony”, finanziato dal programma Horizon Europe nella linea “Zero Pollution”, il team dell’Università di Siena avrà un ruolo centrale nello studio dei nuovi contaminanti che minacciano i nostri mari.

Harmony, coordinato dall’Università Politecnica delle Marche, mette in rete Europa e India con un budget di circa 10 milioni di euro e coinvolge numerosi partner scientifici internazionali. L’obiettivo è sviluppare strumenti e conoscenze per monitorare, prevenire e ridurre l’inquinamento marino.

La parte senese, affidata alla professoressa Maria Cristina Fossi e al suo gruppo di ricerca, si concentrerà sul monitoraggio dei cosiddetti contaminanti emergenti – come farmaci e additivi plastici – e sui loro effetti sugli ecosistemi, comprese alcune Aree Marine Protette. Un lavoro che non resterà sulla carta: il progetto prevede la validazione sul campo in otto siti pilota tra Europa e India, in contesti ambientali e socio-economici differenti.

L’obiettivo finale è duplice: rafforzare la cooperazione scientifica internazionale e fornire basi solide per politiche ambientali più efficaci, fondate su dati concreti e condivisi. Siena, ancora una volta, si colloca così in prima linea nella ricerca che punta a difendere la salute degli oceani.