Geotermia, la strategia della Regione per il rinnovo delle concessioni: abbassare le bollette per i cittadini toscani

L’elemento più importante è la richiesta dell’inserimento di un tetto limite ‘calmiere’ delle bollette dei toscani in caso di aumenti vertiginosi dei prezzi dell’energia elettrica a causa di eventi straordinari o di speculazione.

Ma questa è solo una delle condizioni che Regione Toscana ha posto a Enel Green Power per rinnovare le otto concessioni geotermiche del territorio. Concessioni che andranno in scadenza nel 2025 e in cui rientrano anche aree dei comuni senesi di Chiusdino, Radicondoli, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Radicofani e San Casciano dei Bagni.

Con Enel si vuole arrivare ad una proroga ma si chiede un corposo piano di investimenti da presentare entro la fine di questo giugno. La speranza è di raggiungere un accordo a settembre, sennò ci sarà da percorrere la strada della gara.

Numerose, si diceva, le garanzie che vuole la giunta di Eugenio Giani. Tra queste ci sono la richiesta di un contributo da parte di Enel Green Power per lo svincolo tra la Siena-Firenze e la Colle Val d’Elsa-Larderello e la realizzazione di impianti di teleriscaldamento nei sedici comuni geotermici.

Dal lato economico Enel si dovrebbe prendere gli impegni di stilare un piano di assunzioni proporzionale agli investimenti fatti (un lavoratore per un megawatt di potenza istallata) e garantire che il 40% degli investimenti su impianti nuovi o da ammodernare siano assegnati a imprese delle zone dove ci sono le concessioni o comunque toscane.

Poi c’è la ‘lista dei desideri’ dei singoli comuni: Piancastagnaio ad esempio chiede che si recuperi lo storico ed iconico palazzo Bourbon del Monte e stima il costo dei lavori in 15 milioni di euro; Radicondoli intende invece riqualificare piazza 4 Novembre ed il parcheggio agli ex macelli per un intervento da 4,7 milioni; la Provincia invece prevede cantieri su diverse strade di sua competenza il cui costo complessivo supererebbe gli 11 milioni.

Marco Crimi