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Giornata della Raccolta del farmaco, a Siena e provincia medicinali per oltre 1900 persone

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Farmaci raccolti per quasi duemila persone a Siena e provincia. È il dato più concreto che arriva dalle Giornate di Raccolta del Farmaco del Banco Farmaceutico

Sul territorio senese hanno aderito 45 farmacie e sono state raccolte 5.856 confezioni, per un valore di oltre 53 mila euro, destinate a 11 realtà assistenziali che sostengono 1.934 persone in difficoltà economica. Numeri locali che si inseriscono in un quadro nazionale molto più ampio: in tutta Italia sono state donate oltre 670 mila confezioni di medicinali, per un valore superiore a 6 milioni di euro, che aiuteranno almeno 502 mila indigenti.

L’iniziativa ha coinvolto 6.068 farmacie, più di 27 mila volontari e oltre 21 mila farmacisti. A sostenere il progetto anche i titolari delle farmacie, che hanno donato oltre 910 mila euro. In Toscana le confezioni raccolte sono state 47.064, pari a circa 411 mila euro, destinate a 111 realtà assistenziali.

Dietro ai numeri c’è un fenomeno sempre più evidente: la povertà sanitaria. Nel 2025 oltre 501 mila persone in Italia hanno dovuto chiedere aiuto per ottenere farmaci e cure che non potevano permettersi, con un aumento dell’8,4% rispetto all’anno precedente. La maggioranza sono adulti tra i 18 e i 64 anni, ma resta significativa la presenza di minori: più di 145 mila.

«Siamo felici del risultato della Raccolta — ha dichiarato il presidente della Fondazione Banco Farmaceutico Sergio Daniotti — perché è stato un impegno collettivo, un segno di speranza concreto per tutta la società».

Per Federfarma «la farmacia conferma il proprio ruolo di presidio sociosanitario vicino al cittadino», mentre la Federazione degli Ordini dei Farmacisti sottolinea «la grande catena di solidarietà che garantisce un aiuto concreto a chi vive situazioni di fragilità».

Un aiuto che passa da un gesto semplice: acquistare una confezione di medicinali per qualcun altro. Ma che racconta anche una realtà sempre più diffusa, quella di persone che riescono a vivere, ma non più a curarsi.