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Giorno della Memoria, Folchi: “Il mai più va reso concreto. Ed il 27 gennaio ci aiuta a leggere il presente”

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“Il 27 gennaio non è solo memoria della Shoah, ma un impegno attivo a stare sempre dalla parte degli oppressi e a dare concretezza al “mai più””, lo ha detto Silvia Folchi, presidente dell’Anpi di Siena, a margine della cerimonia per il Giorno della Memoria, che si è svolta questa mattina davanti alla scuola Saffi.

Folchi ha sottolineato come la Giornata della Memoria rappresenti un momento fondamentale non solo per ricordare l’Olocausto, ma anche per attualizzare il significato della storia, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. “La memoria – ha spiegato – deve essere conoscenza, approfondimento e capacità di leggere il presente, ogni volta che l’orrore e l’oppressione tornano a manifestarsi”.

La presidente dell’Anpi  senese ha ricordato che il 27 gennaio è anche la giornata “che celebra la liberazione dai regimi nazista e fascista”, richiamando il valore universale della libertà e della democrazia. Un messaggio che, secondo Folchi, assume un significato ancora più forte nel contesto della cerimonia alla Saffi, dove è presente la targa dedicata alle sorelle Graziella e Marcella Nissim, deportate ad Auschwitz nel 1943 insieme alla madre Gina Sadun e mai più tornate.

“Essere qui, davanti a una scuola primaria – ha aggiunto – significa portare questo messaggio alle nuove generazioni, a bambini che sono lontanissimi da quella storia, ma che devono conoscerla per capire il senso profondo del “mai più””.

MC