Una medaglia d’oro che riporta il sereno, dopo settimane in cui le scuole di specializzazione dell’Università di Siena sono bersagliate dalle polemiche per i pochi iscritti. L’Ematologia, secondo le analisi dell’Associazione Liberi specializzandi, risulta essere prima nei parametri “soddisfazione” e “preparazione”.
I dati fanno riferimento all’anno 2022 e sono frutto dell’analisi di un questionario anonimo, erogato dal Ministero dell’Università agli specializzandi. Nel raffronto tra i vari atenei si vede che chi ha frequentato Siena risulta avere una formazione che è tra le migliori in Italia.
“Tra i vari parametri considerati, quelli elencati sono i più importanti. La soddisfazione generale e la formazione sono cruciali: indicano il grado di indipendenza, consapevolezza e competenza che lo specializzando acquisisce al termine dei quattro anni. C’è anche un’altra domanda, ‘Torneresti a fare la scuola nello stesso posto, con gli stessi colleghi?’, dove ci posizioniamo piuttosto bene”.
La professoressa Monica Bocchia, direttrice dell’Unità di Ematologia delle Scotte, non nasconde la propria contentezza. “È vero – ammette- che abbiamo un punteggio basso sul numero di ore effettive, ma questo è un elemento comune a molti. La nostra è una scuola molto impegnativa: alla domanda ‘Fate esclusivamente il vostro orario, oppure fate di più?’ in molti hanno risposto che fanno di più. Ma se alla fine, pur facendo più ore, i ragazzi si sentono soddisfatti, vuol dire che stiamo andando nella direzione giusta”.
Al momento sono quattordici gli iscritti alla Scuola, cinque al primo anno. A dirigerla è il professor Alessandro Gozzetti. “In un contesto in cui siamo spesso sommersi dal carico di lavoro e dalla ricerca, mettere al centro lo studente e lo specializzando si rivela una scelta vincente, per noi e per la società. Il nostro obiettivo è formare e continuare a farlo con passione, e vedere che questo impegno è apprezzato e ricambiato ci rende orgogliosi”, le sue parole.