La guardia pediatrica diventa un servizio strutturale in tutta la Toscana, comprese le postazioni di Nottola e Abbadia San Salvatore, che nei primi sei mesi hanno registrato complessivamente circa 400 accessi. La decisione è stata comunicata dalla Regione al Comitato Cuore di Bimbo durante un incontro a Firenze: da dicembre partirà una fase transitoria del nuovo modello regionale, destinata a concludersi il 31 marzo 2028, per verificare l’efficacia della copertura e valutare eventuali adeguamenti. Il servizio sarà inoltre esteso a quattro territori finora esclusi: Casentino, Lunigiana, Alta Val di Cecina e Montagna Pistoiese.
A darne notizia è l’associazione Cuore di Bimbo, che fa parte di un comitato composto da associazioni e istituzioni di diversi territori toscani. Una delegazione di sei rappresentanti è stata ricevuta a Firenze dal direttore generale dell’assessorato regionale alla Salute, Marco Torre, dalla responsabile della segreteria dell’assessore Monia Monni, Alessia Carovani, e dalla responsabile della Rete ospedaliera, Michela Maielli.
Al centro dell’incontro, i risultati della sperimentazione della guardia pediatrica e le tempistiche per l’entrata in vigore del modello definitivo. I dati presentati hanno riguardato sia le visite in presenza sia il teleconsulto, che ha registrato un utilizzo limitato.
Un risultato che non sorprende il presidente di Cuore di Bimbo, Andrea Fiori: “Il teleconsulto, in ambito pediatrico, vista la evidente difficoltà di fare diagnosi a distanza su un bambino, può essere uno strumento utile, ma residuale a completamento del servizio in presenza”.
Sono proprio i numeri dell’assistenza diretta, secondo il comitato, a confermare la necessità di rendere stabile il servizio.
“Nelle postazioni della Toscana Sud Est sono state circa 1.000 in 6 mesi le famiglie, di norma tramite il 116117, che hanno chiesto assistenza per i loro bimbi con una media di 11 accessi giornalieri”, spiega Fiori.
Il presidente sottolinea come la guardia pediatrica abbia consentito di ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e di evitare alle famiglie il ricorso a visite pediatriche private a pagamento. Il servizio avrebbe inoltre garantito assistenza anche a chi, in sua assenza, avrebbe potuto rinunciare a richiederla.
Un dato, in particolare, viene evidenziato dall’associazione: circa il 10% degli accessi alla guardia pediatrica ha comportato un successivo invio in ospedale per ulteriori approfondimenti.
Per quanto riguarda la provincia di Siena, il bilancio viene giudicato particolarmente positivo. Le due postazioni di Nottola, dove il servizio opera la domenica come prefiltro ospedaliero, e di Abbadia San Salvatore hanno registrato complessivamente circa 400 accessi.
Numeri che, secondo il comitato, dimostrano l’utilità di una risposta sanitaria dedicata ai bambini nei giorni in cui gli ambulatori dei pediatri di famiglia sono chiusi.
La novità principale è arrivata durante l’incontro con i rappresentanti regionali. Il direttore generale Marco Torre ha comunicato che l’assessora Monia Monni ha deciso di rendere operativo e strutturale il modello di guardia pediatrica su tutto il territorio toscano, stabilizzando le postazioni già attive.
L’estensione interesserà anche Casentino, Lunigiana, Alta Val di Cecina e Montagna Pistoiese, dove sarà garantita una copertura minima di un giorno nel fine settimana.
Il periodo transitorio, previsto dal 1° dicembre al 31 marzo 2028, servirà a verificare se l’organizzazione individuata sarà sufficiente a rispondere alle esigenze delle famiglie, soprattutto durante i mesi di maggiore diffusione dell’influenza e delle malattie stagionali.
La Regione, secondo quanto riferito da Cuore di Bimbo, completerà inoltre l’analisi delle aree distrettuali dotate di presidi ospedalieri pediatrici, dove continuano a registrarsi numerosi accessi impropri ai pronto soccorso.