IA e fake news, uno spettro si aggira per le elezioni europee. Prattichizzo: “Ecco cosa fare per contrastare il fenomeno”

Perseguire i responsabili è una lotta contro i mulini a vento. Sono tantissimi e molti di loro non risiedono in Italia e nemmeno nell’Unione Europea.

Ed allora la lotta alle fake news deve essere fatta, secondo Domenico Prattichizzo, cambiando paradigma e sfruttando gli stessi strumenti di chi si inventa queste bugie.

Perché è vero che l’intelligenza artificiale è l’arma in più di chi veicola messaggi falsi, ma è anche vero che questa può essere la nostra migliore difesa. Per il docente dell’Università di Siena poi c’è un’ulteriore soluzione:

“Bisogna ritornare ad un giornalismo serio, tradizionale e d’inchiesta – spiega – . Bisogna riavere determinata fiducia verso certi gruppi di persone, delle agenzie che certificano la veridicità di ciò che circola in rete. Magari potrebbe servire un indice della veridicità”.

Il professore parla a poco più di due mesi dal voto che rinnoverà il Parlamento europeo e da un’importante tornata delle amministrative locali. A Bruxelles si fa sentire il timore che questa moderna disinformazione inquini il dibattito pubblico. Ecco perché la Commissione europea ha pubblicato le linee guida sulle misure raccomandate alle piattaforme online e ai motori di ricerca di grandi dimensioni per mitigare i rischi di fake news.

Le notizie sono state da sempre manipolate ma ora, nell’epoca del deepfake, la situazione è molto più pericolosa. “Le odierne bugie sono più solide – osserva il professore – . Oggi c’è il supporto del materiale dei media…”

Il grande problema poi è che le fake news si sono fatte super intelligenti e il mondo dei social è una fucina, per chi non ha buon intenzioni, di opportunità per influenzare gli elettori.

“Attraverso le piattaforme – continua Prattichizzo- posso conoscere l’orientamento del voto degli utenti, dare una direzione alle loro scelte e capire se hanno cambiato idea nel tempo”.

MC